Il saluto del Papa ai vescovi riuniti ad Itaici

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

“Il Papa desidera assicurare che segue con grande interesse i lavori assembleari e invoca la luce di Cristo risorto affinché illumini i partecipanti nel difficile compito di tracciare piani di evangelizzazione per il popolo di Dio. Il Santo Padre inoltre confida che, per intercessione della Madonna Aparecida, il Signore conceda all’Assemblea abbondanti frutti”. E’ quanto ha detto il sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Leonardo Sandri, leggendo a circa 360 vescovi brasiliani, riuniti dallo scorso 21 aprile fino a venerdì prossimo a Itaici, nei pressi di San Paolo, il messaggio del Papa in occasione della  42.ma Assemblea dei presuli incentrata sul tema “Vita e ministero dei sacerdoti”.

Sul significato dell’annuncio del Vangelo nella complessa società moderna brasiliana, ascoltiamo il vescovo ausiliare di Palmas Francisco Beltrão, mons. Luigi Bernetti.

R. – La Chiesa si deve adattare ai tempi, studiando l’uomo di oggi affinché la parola di Dio possa arrivare anche al cuore, perché la missione di Gesù è questa: salvare l’uomo, tutti gli uomini. E’ questa la preoccupazione della Chiesa mondiale e specialmente del Brasile, perché il Brasile è un Paese molto complesso. Dobbiamo perciò studiare questo tema con molto amore, per poter compiere la missione che Gesù ci ha dato: “Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutte le creature”.

Le sfide per la Chiesa brasiliana

D. – Quali sono, per la Chiesa brasiliana, le sfide prioritarie?

R. – Il Brasile è uno dei Paesi più ricchi di beni del suolo e sottosuolo nel mondo. Tuttavia la differenza di classe è molto grande. Quindi, è la fraternità, l’amore fraterno, che dovrebbe dire alla persona che ha di più di saper distribuire a coloro che hanno meno.

Riforma agraria

D. – A che punto è la riforma agraria?

R. – La riforma agraria è cominciata prima di Lula. In ogni modo, Lula ha detto in questi giorni che la riforma agraria sarà fatta, ma non con il ‘tamburo’; bisogna farla secondo le leggi e con prudenza, perché possa produrre gli effetti che tutti aspettiamo.

Sulla società brasiliana e sull’attuale situazione mondiale è stata incentrata la lettera dei vescovi inviata al Papa. “Sentiamo – hanno scritto i presuli – la tenacia e lo spirito evangelico nell’affrontare i drammi che più feriscono la persona umana, come la violenza, la guerra, l’ingiustizia, la disuguaglianza ed il terrorismo. Vediamo sulle labbra e nei gesti di profeta del Papa una nuova cultura fondata sulla pace, sulla giustizia e sulla solidarietà”.

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