Il campione olimpico Baldini: dopo la vittoria ad Atene ho pregato e ringraziato Dio

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Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews L’ex maratoneta, che ha aderito all’iniziativa di beneficenza “We Run Together”, sottolinea che la corsa è anche un tempo propizio per momenti di riflessione interiore e di preghiera. Dopo la vittoria alle Olimpiadi in Grecia, la pista è diventata un ponte proteso verso il cielo: “ho voluto ringraziare anche Dio per la salute e per la fortuna che mi ha donato”.

Ha vinto la gara simbolo delle Olimpiadi moderne nel Paese, la Grecia, dove i giochi olimpici, nel 776 a.C, sono nati. Il suo nome, legato al successo nella maratona di Atene del 2004, si intreccia in questo periodo anche con l’asta “We Run Together”, voluta da Papa Francesco per sostenere gli ospedali di Brescia e Bergamo, in questi mesi in prima linea nella lotta contro la pandemia di Covid-19Stefano Baldini è oggi un ex maratoneta ed un allenatore che indica ai giovani gli autentici valori dello sport, trasmettendo la passione per la corsa e per la vita. All’asta, come spiega in questa intervista a Vatican News, ha donato alcuni oggetti che lo hanno accompagnato per tanti chilometri.

R. – Un paio di scarpe da gara dei tempi di quando facevo l’atleta e poi una maglia della nazionale che, per me, resta il cuore di tutta la attività di atletica nella mia vita. Sono sempre stato legatissimo alla maglia azzurra e le gare in nazionale sono quelle che hanno dato più emozione e che hanno lasciato i più bei ricordi. Quindi un paio di scarpe da gara e una maglia della nazionale racchiudono in due semplici oggetti tanti chilometri, tanta strada, tanto sudore e tante soddisfazioni. E tante esperienze che mi porto ancora dentro oggi, grazie allo sport che è motore di benessere e di valori per i nostri ragazzi.

Ci sono durante le gare e la maratona spazi per la riflessione interiore? Ti è capitato di pregare?

R. – Ogni gara è anche una sorta di viaggio interiore perché cerchi di capire cosa stia accadendo nel tuo corpo. E nei momenti di difficoltà, in una gara così lunga, ci sono tanti momenti nei quali hai la possibilità di riflettere, pensare e anche di pregare. Ricordo il traguardo delle Olimpiadi ad Atene. Ho fatto una cosa mai fatta in nessuna altra gara. Mi sono inginocchiato sulla pista dello stadio ringraziando per tutto quello di bello che ho ricevuto. È stato un momento nel quale mi sono sentito davvero felice. Con quel gesto, ho voluto ringraziare anche Dio per la salute e per la fortuna che mi ha donato.

Escludendo il momento del traguardo, riferendoci alla maratona di Atene del 2004, quale è stato il momento più bello?

R. – C’è stato un attimo, quando mancavano 4 chilometri dal traguardo, in cui mi sono ritrovato davanti da solo. Quattro chilometri in una maratona, soprattutto gli ultimi quattro, sono tanti. E pensavo di aver fatto qualche errore e di essere lì davanti un po’ troppo presto. In realtà, ho corso molto bene e avevo fatto le scelte giuste. Quello è il momento nel quale ho cominciato a maturare dentro di me che qualcosa di molto importante stava accadendo.

Torniamo al mondo d’oggi, ad un tempo scosso dalla pandemia. Lo sport, in questo periodo così complesso diventa fondamentale anche per recuperare un benessere psicofisico…

R. – Si, proprio un benessere psicofisico perché l’attività sportiva ti permette di rimanere in forma, di stabilire anche un dialogo interiore, di scaricare tensioni, di accumulare energia positiva e di produrre endorfine. Quindi invito non tanto a fare delle maratone ma a muoversi facendo delle belle camminate respirando dell’aria buona. Approfittiamo di questo periodo per tenerci in forma e per riposare. Curiamo anche il sonno che è una delle cose più importanti insieme all’alimentazione.

Stefano Baldini ti chiedo infine, con passo da maratoneta, di lanciare un appello per una corsa alla solidarietà e per partecipare all’asta “We Run Together”…

L’appello è quello di praticare l’attività sportiva perché ci offre la possibilità di stare bene, di vivere a lungo, di vivere meglio e di apprezzare anche il sudore del quotidiano. Ci permette poi di pensare a quanto siamo stati fortunati e a quanto possiamo fare per aiutare gli altri meno fortunati di noi. Io ho avuto il grande privilegio di aver vissuto tanti anni nel mondo dello sport, che è un mondo dinamico. Un mondo pieno di giovani e pieno di gente che sorride e che impara a vincere e soprattutto a perdere. È un ambiente che, dal punto di vista dei valori, riesce a dare tanto ai nostri giovani.

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