Truffelli, nuovo presidente Azione Cattolica

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

L’Azione Cattolica Italiana ha un nuovo presidente. Si tratta di Matteo Truffelli, 44 anni, sposato, docente di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Parma, delegato regionale dell’Azione Cattolica per l’Emilia Romagna negli ultimi due trienni, educatore fin da giovane di gruppi parrocchiali. Amedeo Lomonaco lo ha intervistato:

 

R. – Vengo da una famiglia di tradizione legata all’Azione Cattolica. E ho conosciuto l’Azione Cattolica da ragazzo, quando sono stato mandato – contro la mia volontà – ad un campo dell’Azione Cattolica Ragazzi. Però da quel momento non la ho più lasciata! Da quel momento l’Azione Cattolica è stata la mia famiglia, che mi ha formato – da persona e da credente – in tantissimi aspetti della mia vita. Il passaggio, ancora più importante, è stato nell’estate in cui mi è stato chiesto di andare a fare l’educatore in un campo e quindi a scoprire che anch’io potevo essere un testimone credibile per dei ragazzi, per dei bambini. Da quel momento – avevo 18 anni – ho capito che l’Azione Cattolica era la mia strada per servire la Chiesa e per servire le persone.

Il cammino dell’Associazione

D. – A proposito di strada e di cammino, qual è l’impegno che attende l’associazione nei prossimi anni?

R. – Gli impegni saranno tanti, le strade da percorrere saranno tante.L’impegno sarà quello di mettere concretamente in pratica le indicazioni che ci ha dato il Santo Padre il 3 maggio, quando lo abbiamo incontrato. Il Santo Padre ci ha dato tre verbi: rimanere con Gesù; andare per le strade e incontrare le persone; gioire ed esultare sempre nel Signore. Tre consegne belle, ricche, che possiamo riassumere in un’altra espressione che ha usato il Santo Padre, che è quella di scelta missionaria. Questo penso che significhi, in concreto, tante cose: dalla cura della vita spirituale delle persone all’impegno per una formazione capace di far maturare coscienze vive in bambini, ragazzi, in giovani e in adulti che siano consapevoli della loro ricca umanità e della loro vocazione alla santità.

Trovare una pienezza di senso

D. – Costruire proprio sentieri di gioia, testimoniare l’amore di Dio per chi si sente anche vinto dalle difficoltà, in particolare giovani senza lavoro o famiglie in crisi…

R. – Questo essere mandati in questa scelta missionaria non può che avere come punto di partenza – ma anche come punto di arrivo, in un certo senso – coloro che più devono affrontare la fatica del vivere, coloro che più hanno bisogno di essere affiancati nel cammino nel mondo per trovare una pienezza di senso, nonostante le difficoltà, le povertà e le fatiche. E questo sarà sicuramente una chiave al centro del cammino dell’Associazione per i prossimi tre anni.

L’Azione Cattolica e Papa Francesco

D. – Come l’Azione Cattolica accompagnerà Papa Francesco, dal 24 al 26 maggio pellegrino in Terra Santa?

R. – Lo accompagneremo anzitutto con la nostra preghiera: con la preghiera di tutte le nostre associazioni, nelle nostre parrocchie, nelle nostre diocesi. Saremo vicini al Santo Padre, sicuri che la sua presenza in Terra Santa sarà un segno forte per quella terra, cui tutti siamo così fortemente legati, ma per tutto il mondo e per tutte le persone. Sono certo che il pellegrinaggio di Papa Francesco sgretolerà qualche muro, qualche muro che è là, in quella terra così martoriata; ma anche qualche muro che sta nei cuori delle persone, qualche muro che divide le persone tra loro. L’Associazione lo seguirà con la preghiera, lo seguirà con attenzione in quello che da là vorrà dirci e nei gesti che vorrà fare. Poi siamo pronti ad accoglierlo al suo ritorno per impegnarci insieme con lui.

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