Mons. Viganò: il silenzio per tornare a comunicare

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Comunicare la misericordia attraverso le parole, il silenzio, le immagini, la mediazione del cuore. E’ questo il paradigma con cui è stato declinato nella Sala Stampa della Santa Sede, il Messaggio del Papa per la 50.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Alla conferenza stampa, moderata dal direttore, padre Federico Lombardi, sono intervenuti mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione, il dott. Paolo Ruffini, direttore di Tv2000, e la biblista Marinella Perroni. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

E’ fecondo l’incontro tra comunicazione e misericordia. Le parole di Gesù – ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunciazione – “annunciano una misericordia che sorpassa ogni legge”. La misericordia – ha aggiunto –  è il tratto distintivo della Chiesa che ha “la responsabilità “di narrare in parole e opere, in atteggiamenti e forme di vita, il volto misericordioso di Dio in Cristo”. Deve declinare la misericordia “in parole di speranza e di vita”, “in gesti coinvolgenti”, “toccare la carne degli ultimi”.

Mons. Dario Edoardo Viganò

Mons. Viganò: le parole del silenzio ammutoliscano le chiacchiere

La Chiesa è chiamata a questa missione in un tempo in cui “il disamore per l’ascolto” produce un linguaggio disattento. Il silenzio – ha spiegato mons. Viganò – è un elemento indispensabile per la comunicazione: “Più un individuo sarà capace di stare in silenzio, maggiore sarà il valore delle parole che proferirà, essendo esse il frutto di una meditazione”. Il silenzio può rivelarsi una straordinaria forma di comunicazione:

“D’altra parte tutti noi abbiamo in mente l’affaccio alla Loggia Centrale di Papa Francesco: quello che qualche studioso chiamerebbe un ‘evento trasformativo’. Trasformativo perché tutto è stato preceduto da un grande momento di silenzio, quando – come tutti noi ricordiamo – il Papa ha chiesto di pregare per lui”.

Il silenzio, essenziale per discernere ciò che è realmente importante, è anche “raccoglimento e meditazione”. E nell’assordante contemporaneità – ha affermato mons. Viganò – cresce la nostalgia del silenzio:

“Da questa Geenna del rumore, che è la nostra vita quotidiana, da questa ‘galleria del vento di pettegolezzi’ e di chiacchiere nasce spontanea la nostalgia del silenzio, il desiderio di far ammutolire le parole strumentalizzate e di scoprire le parole del silenzio”.

Paolo Ruffini: una tv con occhi di misericordia sceglie la prossimità

Non esiste un metodo per raccontare la misericordia attraverso le immagini. “Per comunicare la misericordia – ha detto il dott. Paolo Ruffini, direttore di Tv2000 – bisogna camminarci dentro. Farne esperienza. Condividerla”:

“Mi pare che il mondo della televisione abbia ridotto lo share ad un numero che misura una massa; ad un indice che serve per pesare il valore degli investimenti pubblicitari o anche solo una connessione senza comunicazione. Laddove, invece, se c’è una grandezza da misurare è quella della pienezza, della bellezza di questa condivisione. E’ una grandezza che sta nella sua unicità”.

La sfida di una comunicazione televisiva fondata sulla misericordia – ha osservato il dott. Ruffini – sta nella capacità di guardare alle cose e ancora di più alle persone. Una tv che vuole guardare il mondo con occhi di misericordia “non può aver paura di essere piantata nella realtà”. “Non si rinchiude nel chiuso dei propri studi”. “Non vende sogni a buon mercato”. Si fa invece “prossima alle persone in carne ed ossa nel mondo reale, non in quello virtuale”:

“E’ capace di cogliere la grandezza anche nelle piccole cose e sceglie la prossimità come criterio per comprendere, per capire, per sorprendersi e per sorprendere, per agire, per scegliere. Per piangere e per ridere. Per emozionarsi. Per ragionare”.

Marinella Perroni: mediazione del cuore tra informare e comunicare

Il rapporto tra comunicazione e misericordia, nella prospettiva biblico-teologica, è stato al centro dell’intervento della professoressa Marinella Perroni del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Informare e comunicare – ha detto – sono due distinte operazioni che hanno sempre bisogno di una mediazione:

“Il Pontefice ricorda che si tratta di due operazioni che richiedono due diverse capacità, ma anche due diversi atteggiamenti: un conto è udire, un altro è ascoltare. Perché si arrivi ad ascoltare e non soltanto ad udire, ci vuole una mediazione che passa assolutamente dalla disponibilità del cuore. E la disponibilità del cuore per la tradizione biblica non è mai un fatto, né sentimentale né emotivo né emozionale: la disponibilità del cuore è la sapienza del vivere e della vita che ciascuno è riuscito a costruire dentro se stesso attraverso il vivere”.

La mediazione del cuore è la strada verso la misericordia:

“Quando la comunicazione passa attraverso il ‘cuore’, quando è impastata a sapienza del vivere e sapienza della vita, diviene ministero della misericordia”.

Riforma dei media

Rispondendo ad una domanda sulla riforma dei media vaticani, mons. Viganò ha detto che tale processo sulla carta è già stato delineato e approvato dal Consiglio dei cardinali. Verrà presentato e illustrato – ha detto – quando con la dovuta attenzione si individuerà un percorso chiaro per le oltre 700 persone coinvolte nella riforma.

Foto:

By Associazione Amici di Piero Chiara [CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

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