Il cardinale Krajewski: facciamoci tutti più vicini a chi dorme per strada

0

Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews L’elemosiniere pontificio ricorda il senzatetto morto sotto il colonnato del Bernini e i servizi caritativi in Vaticano e nella città di Roma destinati ai poveri. “Il mio ruolo – afferma il porporato – è quello di svuotare il conto della carità del Santo Padre”.

Il clochard morto, anche a causa del freddo, sotto il colonnato di piazza San Pietro era uno dei tanti poveri assistiti dal Dicastero per la Carità. Gli era stato offerto un posto dove poter dormire al caldo, ma aveva rifiutato questa proposta e aveva scelto di rimanere in strada. Il Papa prega per lui e per quanti non hanno una casa. Sono queste alcune delle dichiarazioni rilasciate a Vatican News dall’elemosiniere pontificio, il cardinale Konrad Krajewski, all’indomani del decesso del 61.enne senzatetto sotto il colonnato del Bernini.

Il clochard deceduto si chiamava Burkhard Scheffler ed era nato nel 1961 in Germania. Le temperature più rigide e la pioggia, che hanno sferzato Roma in questi giorni, hanno aggravato le sue condizioni di salute. Era uno dei tanti poveri, sottolinea il cardinale Krajewski, che ogni giorno ricevono pasti caldi e calore umano grazie all’impegno dei volontari e ai servizi caritativi dislocati a Roma e in Vaticano, tra cui dormitori, docce e assistenza medica.

Cardinale Krajewski, ieri sotto il colonnato del Bernini in San Pietro è morto un povero, anche a causa del freddo. Il Papa lo ricorda nella preghiera e ricorda tutti coloro che sono costretti a vivere senza una casa …

Ieri ero ad Assisi, dove mi hanno chiamato appena l’hanno trovato. Lo conoscevo. Ad Assisi ho pregato per lui, ho parlato anche con il Santo Padre. Questo caso non può però oscurare tutta la bontà della città. Mi dispiace tanto, ma era una sua scelta e noi non abbiamo potuto fare niente di più: infatti, anche la notte precedente, prima ancora che lui si mettesse a dormire, sono passati i volontari offrendo tutto il servizio possibile da parte nostra. I medici ci avevano detto che era diabetico …

Questa persona la vedevamo spesso con un libro in mano, intenta a leggere …

Esatto. Sì, era ben conosciuto da noi …

Dal Papa e dalle strutture all’interno della Città del Vaticano, arrivano ogni giorno aiuti concreti e un’assistenza quotidiana per questi poveri, per queste persone che non hanno una casa …

Noi aiutiamo in nome del Santo Padre tutti i poveri, senza chiedere documenti, senza chiedere niente. Li accogliamo nelle nostre strutture, quelle del Vaticano. Ce ne sono diverse, partendo da Palazzo Migliori, da via dei Penitenzieri, alle Suore di Madre Teresa in Vaticano … Facciamo anche l’esempio dell’ambulatorio sotto il colonnato dove vengono accolte ogni mese circa 1.050 persone povere, la maggioranza delle quali è senzatetto; tutte queste persone vengono visitate dai medici, tutte ricevono i farmaci … Sono 1.050 persone nel mese di ottobre. E questo succede quasi ogni mese.

Un servizio caritativo alla luce del Vangelo …

Ci sono le docce, ci sono i barbieri, c’è tutta la struttura … Poi, a Roma nessuno muore di fame se non lo vuole, perché ci sono tante mense parrocchiali, della Caritas, di Sant’Egidio, delle Misericordie … Quindi, il servizio per i poveri è totalmente evangelico. Ma ci sono anche quelle persone che non vogliono essere curate, che non vogliono essere accolte nelle nostre strutture. L’uomo è libero … e quindi vivono così. Noi possiamo aiutare solo se loro ci permettono di aiutarli.

E poi, oltre alle strutture, ci sono le persone che aiutano, i volontari …

Qui, la sera escono i nostri volontari con i sacchi a pelo, escono con le bevande calde, i posti anche ci sono, e noi li proponiamo a tutti. E a tutti proponiamo la doccia, la barberia, proponiamo di andare dal medico per uscire con le medicine di cui hanno bisogno … Ma non tutti lo vogliono. Io non conosco altra città nel mondo, ma almeno in Europa, dove i volontari sono così tanti ed escono ogni sera in tutte le stazioni ferroviarie, in tutti i posti dove ci sono i poveri. Lo so perché io esco con loro. E noi conosciamo queste persone. E tra queste ci sono persone che, oltre al pasto, non vogliono niente. Si nascondono e vivono per conto proprio.

Cosa serve, nello specifico, per queste persone senzatetto, in particolare in questo periodo in cui le temperature diventano più rigide?

Adesso servono sacchi a pelo, non solo per il freddo, ma anche quando piove: loro si svegliano tutti bagnati e noi dobbiamo fornire un altro sacco a pelo, perché dove si asciuga quello bagnato? Hanno bisogno di ombrelli, quando piove: tutti gli ombrelli che i turisti dimenticano ai Musei Vaticani e non tornano a riprenderli, dopo una settimana li diamo ai poveri. Sono migliaia gli ombrelli che abbiamo recuperato e che abbiamo a disposizione! Ma ci vuole anche la disponibilità di ciascuno di noi: quando vediamo in strada una persona, portiamo un tè, qualcosa di caldo, possiamo aprire anche la porta di un palazzo per farli entrare e quantomeno farli stare un po’ al riparo … Sono cose semplicissime, perché anche se le temperature in questo periodo non scendono, se qualcuno è diabetico, se qualcuno non è curato, le circostanze del tempo di oggi  spingono verso la morte.

Per molti poveri che non hanno una casa, il colonnato del Bernini è un tetto …

Prendiamo il caso oggi. La giornata è incerta: qui abbiamo, davanti alle docce, 250 persone almeno, con tutti i bagagli, le valigie … La polizia non permette di entrare in Piazza San Pietro con le valigie e le borse, ma loro possono venire e stare sotto il colonnato, perché il tempo è così: dove altro potrebbero stare? Aiutiamo come possiamo, e in mezzo a tutto questo c’è il Vangelo, c’è Papa Francesco, c’è l’elemosiniere, ci sono migliaia, migliaia di volontari romani che hanno un cuore straordinario!

Di fronte alle difficoltà di una persona povera, di un fratello che non ha una casa, non si può rimanere indifferenti …

Sempre ci deve fare male quando vediamo la gente che dorme fuori: dobbiamo avere le lacrime; se non ci sono, allora c’è qualcosa che non va in noi …

Per questi poveri, come diceva, c’è anche un’assistenza sanitaria …

Sotto il colonnato abbiamo 50 medici che provengono dai vari ospedali di Roma: ci sono primari e medici di tutte le specializzazioni. E da Papa Francesco, fin dall’inizio del pontificato, è stato voluto che noi non chiedessimo mai i documenti né la nazionalità: non ci interessa. Nel mese di ottobre abbiamo speso 22 mila euro solo per i farmaci: ma sono soldi spesi secondo il Vangelo. Anche se dovessimo spendere di più, lo faremo. E i nostri poveri, con la ricetta dell’ambulatorio, vanno alla farmacia vaticana e lì prendono i farmaci senza pagare: tutto è gratuito.

Qual è il tratto distintivo che contraddistingue il suo ruolo di elemosiniere?

Il mio ruolo è svuotare il conto del Santo Padre: il conto della carità del Santo Padre dev’essere vuoto. E io faccio ogni sforzo per svuotarlo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *