Argentina: manifestazioni di protesta contro la proposta di legge sull’aborto

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Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews – Cristiani di varie confessioni e persone di buona volontà scendono in piazza insieme nel Paese latinoamericano per protestare contro il disegno di legge finalizzato alla legalizzazione delle interruzioni di gravidanza. Padre Fabián Alesso, rettore della Chiesa nazionale argentina e del Collegio sacerdotale di Roma: nella nostra chiesa reciteremo un Rosario per la vita.

L’Argentina è teatro oggi di diverse manifestazioni contro il disegno di legge per la legalizzazione dell’aborto, presentato il 17 novembre al parlamento dal presidente Alberto Fernández. Tra queste, la “Marcia delle scarpette” davanti alla sede del Congresso nazionale per recitare il Rosario e porre la vita dei nascituri sotto la protezione della Vergine. Attualmente nel Paese latinoamericano l’aborto è proibito con le sole eccezioni dei casi di stupro, pericolo di vita della madre e malformazioni gravi del bambino non ancora nato. Le manifestazioni contro il progetto di legge sull’aborto hanno ricevuto il consenso anche dai vescovi argentini che, in diverse occasioni, hanno ribadito l’importanza di tutelare la vita sin dal concepimento. In una nota, la Commissione per la vita, i laici e la famiglia della Conferenza episcopale argentina ha recentemente manifestato al disegno di legge presidenziale sottolineando che “per la prima volta, in Argentina e in democrazia, potrebbe essere varata una legge che include la morte di una persona per salvarne un’altra”.

La lettera di Papa Francesco

Papa Francesco lo scorso 22 novembre, con una lettera autografa, ha ribadito l’importanza della tutela della vita contro i tentativi di legalizzare, in Argentina, la pratica dell’aborto. La missiva del Pontefice, indirizzata alla deputata Victoria Morales Gorlori, è una risposta inviata dalle “mujeres de las villas”, una rete di donne che, dal 2018, si batte per la tutela dei nascituri. Nella lettera il Papa “ringrazia di cuore” le mujeres de las villas”, esprimendo ammirazione “per il loro operato e la loro testimonianza”. Il Papa le incoraggia ad “andare avanti” aggiungendo che “il Paese è orgoglioso di avere donne così”. Ed esorta infine a porsi due domande: per risolvere un problema, è giusto eliminare una vita umana? Ed è giusto assumere un killer?

Un Rosario per la vita

A Roma la comunità argentina si raccoglie oggi in preghiera alle 16.00. Padre Fabián Alesso, rettore della Chiesa nazionale argentina e del Collegio sacerdotale, spiega che verrà recitato “un Rosario per la vita, per mettere sotto la protezione della Madonna la nostra intenzione, affinché questo progetto di legge non venga approvato dalle nostre autorità”. Le manifestazioni di oggi in Argentina, aggiunge, accomunano varie componenti della società in modo trasversale.

R. – È la seconda volta, in due anni che viene proposto questo disegno di legge. È stato già respinto nel 2018 dal Senato. La gente scende di nuovo in strada per manifestare la propria contrarietà. In genere, sono manifestazioni ecumeniche con cristiani di altre confessioni. E anche con persone che non hanno una identificazione religiosa ma che, dal punto di vista etico, sono convinte del fatto che questa proposta di legge non deve essere approvata. Le manifestazioni di oggi si tengono in più di 200 città del Paese. Manifestazioni contro questa legge e in favore del rispetto della vita. Si chiede di salvare le due vite, sia quella della mamma sia quella del nascituro. “Ogni vita vale” è il tema che accomuna queste manifestazioni.

Le manifestazioni di oggi contro questa proposta di legge per legalizzare l’aborto accomunano dunque diverse e varie componenti della società argentina…

R. – Sono manifestazioni pubbliche per far vedere che c’è una grandissima maggioranza, non solo confessionale o cattolica, ma anche costituita da tante persone di buona volontà che si oppongono a questa legge. Per questo, c’è anche l’appello dei vescovi argentini, che incoraggiano le persone a partecipare a queste manifestazioni. Manifestazioni, spiegano i presuli, in cui donne, bambini, giovani esprimono il loro “sì” a favore della vita senza una precisa identificazione religiosa. In questo caso, ciò che identifica è l’essere a favore della vita e l’impegno per salvare le due vite: quella della mamma e quella del bambino.

Papa Francesco lo scorso 22 novembre, con una lettera, ha ribadito l’importanza della tutela della vita contro i tentativi di legalizzare in Argentina la pratica dell’aborto. Ha ricordato che più di una questione di religione si tratta di una questione etica. E ha invitato a porsi due domande: per risolvere un problema, è giusto eliminare una vita umana? Ed è giusto assumere un killer?

R. – Sono due domande molto forti che esprimono anche il senso dell’insegnamento costante della Chiesa e quello ribadito da Papa Francesco. Nella sua ultima enciclica Fratelli tutti ci parla dell’importanza del rispetto della vita, della dignità di ogni persona umana. Ogni persona merita di essere rispettata nella sua dignità inviolabile. E quindi quando la vita umana non viene rispettata e quando qualcuno si arroga il diritto di togliere la vita ad una altro, manca un basamento fondamentale per ogni società.

Come la comunità argentina in Italia accompagnerà questa giornata?

R. – Noi reciteremo un Rosario nella nostra chiesa alle ore 16.00, in piazza Buenos Aires a Roma. Invitiamo la comunità argentina e anche tutti coloro che ci vogliono accompagnare, a partecipare a questo Rosario. Un Rosario per la vita, per mettere sotto la protezione della Madonna la nostra intenzione affinché questo progetto di legge non venga approvato dalle nostre autorità.

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