Un mese fa gli attacchi kamikaze in Sri Lanka

0

Amedeo Lomonaco – Colombo (Sri Lanka)

© Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews In Sri Lanka la giornata del 21 maggio è scandita da momenti di preghiera per ricordare lo scorso 21 aprile, quando otto esplosioni hanno causato almeno 253 vittime.

È un popolo intero a ricordare lo scorso 21 aprile. In quel giorno, lo Sri Lanka è sconvolto da una drammatica serie di attentati. È il giorno in cui la comunità cristiana celebra la Santa Pasqua. Sono le ore 8.45 locali. La prima esplosione devasta il santuario di Sant’Antonio. Il secondo attacco kamikaze colpisce la chiesa di San Sebastiano di Negombo. La terza chiesa ad essere devastata è quella evangelica di Sion di Batticaloa. Sono bersaglio degli attentatori anche tre alberghi della capitale: lo Shangri-La Hotel, il Cinnamon Grand Hotel e il The Kingsbury.

Un Paese nella morsa di dolore e paura

Le vittime degli attacchi, successivamente rivendicati dal sedicente stato islamico, sono almeno 253, tra cui oltre 40 bambini. Subito dopo gli attentati, il governo dello Sri Lanka decreta lo stato di emergenza, impone il coprifuoco e blocca i social media. Si teme che il Paese possa essere colpito da nuovi azioni terroristiche. Molti fedeli islamici temono ritorsioni.

La preghiera di Francesco per le vittime

La notizia degli attentati in Sri Lanka si diffonde in tutto il mondo. Al termine della benedizione Urbi et Orbi, Papa Francesco prega per le vittime della “crudele violenza” ed esprime vicinanza alla comunità locale.

“Ho appreso con tristezza e dolore – ha affermato il Pontefice – la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka. Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.

Popolazione confortata dal Papa

Nei giorni seguenti agli attentati, il dolore accompagna il timore di nuovi attacchi. Sono anche giorni di grande vicinanza alla comunità cristiana. Le parole del Papa, che lancia un nuovo appello al Regina Coeli del 22 aprile, spiega il nunzio apostolico in Sri Lanka mons. Pierre Nguyén Van Tot, confortano la popolazione. Nel Paese, aggiunge il presule, “c’è tanta solidarietà”: “tutti si muovono per aiutare, anche il governo fa la sua parte”.

Una settimana dopo attacchi, chiese chiuse e Messa in tv

Dai leader delle Chiese cristiane, dal mondo ebraico e da quello islamico arriva unanime la ferma condanna contro gli attacchi terroristici che hanno colpito non solo cristiani ma tutte le religioni. Una settimana dopo gli attacchi, le chiese per motivi di sicurezza sono ancora chiuse. I cattolici assistono alla Messa domenicale attraverso la televisione. A celebrare la Messa, in diretta televisiva, è il cardinale Malcom Ranjit, arcivescovo di Colombo.

Alta tensione

Domenica 12 maggio, riprendono tra rigidi controlli, le liturgie domenicali. Ma la tensione resta alta. Nel nord ovest del Paese, in particolare, si registrano violenze e aggressioni contro moschee e negozi di musulmani. Il 13 maggio un falegname musulmano muore per ferite di armi da taglio.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *