Raid israeliani nella Striscia di Gaza

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Ancora tensioni in Medio Oriente. La Striscia di Gaza è stata teatro, nella notte, di raid aerei israeliani contro sedi di organizzazioni palestinesi. In Cisgiordania le truppe dello Stato ebraico hanno fatto irruzione in 2 sedi di militanti palestinesi, esponenti di quell’Intifada cominciata esattamente 5 anni fa. Le operazioni seguono di poche ore la drammatica uccisione, da parte di Hamas, di un uomo d’affari israeliano. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

La crescente tensione tra israeliani e palestinesi continua ad alimentare, in Medio Oriente, l’interminabile sequenza di azioni e reazioni, di attentati ed operazioni militari. Nella notte, tre nuovi raid compiuti dall’aviazione israeliana hanno colpito un campo profughi a Gaza ed uno degli uffici di Al Fatah, il più importante partito palestinese. Gli attacchi non hanno fortunatamente causato vittime ma i danni sono rilevanti: a Gaza, oltre un milione di persone sono rimaste senza corrente elettrica.

Operazione “Prima pioggia”

Questa nuova fase dell’operazione israeliana, dall’inquietante nome ‘Prima pioggia’, è seguita al lancio di un razzo palestinese contro il sud di Israele e all’uccisione di un cittadino israeliano, Nuriel, da parte di un gruppo di estremisti. La triste storia di Nuriel si è consumata a Ramallah, dove è stato sequestrato da fondamentalisti di Hamas, ma il suo rapimento, l’assassinio e la rivendicazione ieri con un agghiacciante video, ripercorrono in successione le fasi di numerosi sequestri avvenuti a Baghdad. La minaccia dell’incubo terroristico con matrice irachena trova anche altri riscontri: l’intelligence militare israeliana ha confermato che militanti di Al Qaeda sono riusciti ad entrare nella Striscia di Gaza.

Hamas pianifica attentati

Proprio da Gaza, secondo il vice ministro israeliano della Difesa, Hamas starebbe pianificando una serie di attentati anti israeliani in Cisgiordania, una nuova sequenza di azioni da aggiungere all’interminabile catena di attacchi. Il capo dei negoziatori palestinesi, Erekat, ha confermato, intanto, che è stato rinviato a data da destinarsi l’atteso incontro tra il premier israeliano Ariel Sharon e il capo dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen, inizialmente previsto per domenica prossima.

Preoccupazioni per il futuro dei Territori

Forti preoccupazioni sul futuro dei Territori sono stati espressi, infine, dal presidente palestinese Abu Mazen che poco fa ha annunciato una sua prossima visita negli Stati Uniti. Il pericolo – ha avvertito – è che l’area diventi un territorio senza legge e dominato dall’anarchia. “Rischiamo – ha precisato Abu Mazen – che Gaza diventi una seconda Somalia e questo non rientra negli interessi  palestinesi”.

Foto:

By gloucester2gaza [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

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