Internet e la Chiesa cattolica in Europa

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

‘Internet e la Chiesa cattolica in Europa’, ‘Internet e i minori’ e ‘La Chiesa nella società digitale’. Sono i temi di tre incontri organizzati in questi giorni a Roma per una serie di dibattiti, in corso fino al prossimo 12 giugno, sul panorama della religiosità in rete. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Durante il convegno ‘Internet e la Chiesa cattolica’, conclusosi martedì scorso, sono state presentate le diverse esperienze dei responsabili dei siti web delle Conferenze episcopali europee.

I partecipanti all’incontro hanno anche analizzato il sistema di valori prodotto dalla rete. Su questo aspetto, ascoltiamo uno dei relatori del convegno, il docente in comunicazione all’Università autonoma di Barcellona José Manuel Pérez Tornero:

R. – I valori della rete sono contraddittori. Ci sono valori positivi, come l’universalità, la ricerca di un’etica globale e di un’unità dell’umanità. I valori negativi sono invece l’invasione della vita privata e l’eccesso di commercializzazione.

D. – Quindi, Internet può aiutare o rendere prigioniero l’uomo, ingabbiarlo in questa rete. Quando la rete è costruttiva e quando, invece, e distruttiva?

R. – Credo che sia costruttiva quando il fine è quello di trasmettere idee, di partecipare, di lavorare insieme. E’ distruttiva quando porta all’isolamento della gente, quando costruisce barriere nelle relazioni tra le persone.

D. – La rete può favorire una cittadinanza universale?

R. – Abbiamo anche bisogno, però, della diversità. Credo che un’etica globale sia un’etica che favorisca il dialogo. Ma non dobbiamo dimenticare un altro livello di etica: quella individuale.

D. – Quindi, la migliore strategia per favorire il giusto approccio verso la rete e verso i media è l’educazione, un’educazione che possa mediare tra l’intelligenza artificiale e quella soggettiva …

R. – L’umanità senza educazione è niente. L’educazione è la prima via per risolvere le contraddizioni attuali.

Intervista con padre Franco Mazza

Tra i siti cattolici europei presenti in rete, quelli italiani occupano sicuramente una posizione di rilievo. Lo conferma padre Franco Mazza, vice direttore dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI:

R. – Sono circa 9.500 i siti cattolici italiani. Tra questi non ci sono solamente quelli legati alle istituzioni, quasi 2000, ma anche web che rappresentano il mondo variegato della comunità ecclesiale. Ci sono, poi, anche dei siti personali che intendono promuovere la cultura cattolica.

D. – Quali sono i contenuti più richiesti dall’utenza?

R. – Quando abbiamo immesso in rete il sito della versione ufficiale della Bibbia della Conferenza episcopale italiana,www.bibbiaedu.it, ci siamo accorti che questo sito è diventato il più gettonato.

D. – Funziona il progetto della parrocchia virtuale?

R. – Questo progetto, se non invita a muovere dei passi reali di incontro con la comunità rischia, a mio avviso, di rimanere uno spazio religioso che perde la sua veridicità.

Gli altri due appuntamenti organizzati a Roma, “Internet e i minori” e “La Chiesa nella società digitale”, sono dedicati agli sforzi per incentivare un uso corretto della rete da parte dei più piccoli e al confronto delle varie attività pastorali in internet.

 

 

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