Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Richiamare l’attenzione sui diritti che devono essere garantiti a tutti i lavoratori. E’ questa una delle finalità della 65.ma Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si celebra domenica 11 ottobre. La Giornata, promossa dall’’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), è anche un’occasione per riflettere sui dati, in controtendenza, relativi alle vittime di incidenti e infortuni. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Per la prima volta, dal 2006, le morti sul lavoro sono in aumento. Nel 2014, tra gennaio e agosto, si contavano 652 vittime. Nel 2015 si registrano 100 casi in più, con un incremento di oltre il 15%. L’incremento generale, secondo alcuni osservatori, è legato, tra l’altro, alla riduzione dei controlli e a un aumento delle ore di lavoro in settori come l’edilizia, maggiormente a rischio. Franco Bettoni, presidente dell’Anmil:

“E’ un dato che ci preoccupa. La tendenza sta cambiando: ci sono infortuni mortali. Effettivamente sono troppi”.

Dall’ultimo Rapporto dell’Inail, emerge che il 2014 si è chiuso con un calo di circa 32 mila infortuni. I casi denunciati sono passati da circa 695 mila nel 2013 a 663 mila del 2014, con una riduzione del 4,6%. Ma si tratta di una flessione inferiore a quella che si era registrata negli anni precedenti:

“Bisogna intensificare i controlli dove gli incidenti avvengono di più. La ripresa non va fatta sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Restano centrali il tema della sicurezza e quello della tutela, che deve essere garantita alle vittime del lavoro per una più equa e adeguata assistenza. Ma questa ancora oggi è legata ad una normativa che risale al 1965, il Testo unico sugli infortuni. Ancora Franco Bettoni:

“E’ fuori tempo e non è più l’Organizzazione del lavoro che viene dal 1965. Noi chiediamo la piena tutela; noi chiediamo l’adeguamento “danno biologico” e chiediamo un’attenzione anche alle malattie professionali che sono in crescita. Il Testo unico va modificato”.

Gli infortuni del lavoro nel 2014 hanno causato circa 11 milioni di ore di assenza per inabilità. In molti casi, una sicurezza non adeguata può rivelarsi anche un freno all’economia del Paese:

“L’insicurezza sul lavoro sicuramente è un freno. Milioni di ore sono tantissime e il costo sociale all’incirca, dell’insicurezza sul lavoro, qualcuno dice sia di 35, qualcuno di 30 miliardi di euro. Dobbiamo combattere l’insicurezza sul lavoro, il lavoro nero, il caporalato. Bisogna lavorare in sicurezza e questo deve farci tutti riflettere”.

Il settore dell’edilizia è quello dove si registra il maggior numero di vittime. Al secondo posto, le attività manifatturiere.

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