65 anni fa la bomba atomica su Hiroshima

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Più di 55 mila persone hanno partecipato oggi a Hiroshima alle celebrazioni per il 65.mo anniversario del lancio della bomba atomica sulla città giapponese. La cerimonia ha visto per la prima volta la partecipazione ufficiale di una delegazione degli Stati Uniti e di un segretario generale delle Nazioni Unite.

Intervista con Fabrizio Battistelli

Prosegue intanto l’impegno della comunità internazionale per la non proliferazione nucleare ma le armi atomiche restano ancora oggi una minaccia per il mondo e l’umanità, come sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco il presidente dell’Istituto di ricerche internazionali ‘Archivio Disarmo’, Fabrizio Battistelli:

R. – L’arsenale nucleare, per esempio russo e americano, è ancora sovrabbondante. Sono migliaia e migliaia – cinque, sei, settemila a testa – le testate nucleari contenute negli arsenali. E’ un numero di gran lunga sufficiente a distruggere più volte il pianeta e comunque sovradimensionato rispetto alle stesse esigenze della deterrenza, cioè di quel principio strategico per cui si tiene l’arma come ultima “ratio” per dissuadere un nemico ad usarla o ad attaccare per primo.

Hiroshima
Rischio del terrorismo

D. – E poi un altro rischio è quello rappresentato dalle organizzazioni terroristiche. Come arginare questa minaccia?

R. – Qui siamo proprio di fronte ad una minaccia. Ci sono delle organizzazioni che in questo momento non hanno la capacità di utilizzare, per esempio, armi nucleari, ma potrebbero in futuro usare la cosiddetta arma nucleare sporca. Si tratta di una valigetta contenente esplosivo convenzionale e però anche scorie nucleari, in grado di innescare un processo di contaminazione dell’atmosfera, del territorio in una determinata area.

Monito da Hiroshima

D. – Sono passati 65 anni dal lancio della bomba atomica su Hiroshima, quale monito resta oggi?

R. – Resta il monito dei limiti della potenza umana, che può, dal punto di vista militare, essere impiegata per scopi più o meno leciti, ma che mai deve superare un certo livello, persino nel pensiero strategico. Lo dice anche Clausewitz: quando i mezzi per la loro entità superano gli scopi, devono essere abbandonati. E l’arma atomica è un mezzo che deve essere abbandonato.

Minacce contemporanee

D. – Questi mezzi devono essere abbandonati, ma restano ancora alti i rischi per l’umanità. Quali le principali minacce oggi?

R. – Ci sono due tipi di minacce in campo nucleare. Da un lato c’è la minaccia della proliferazione, per cui sempre nuovi Paesi acquisiscono tecnologia nucleare che, in certi casi, può diventare bellica e, dall’altro, c’è il mancato disarmo.

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