Proteste in Iraq, intervista con mons. Warduni

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq si sono tenute in diverse città del Paese manifestazioni di protesta antigovernative in occasione dell’odierna Giornata della rabbia. In seguito a scontri tra dimostranti e forze dell’ordine sono morte cinque persone a Mosul e due nei pressi di Kirkuk. Proteste anche a Baghdad, dove la polizia è stata schierata in assetto antisommossa. Ma quali i motivi della protesta in Iraq? Amedeo Lomonaco lo ha chiesto a mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale caldeo di Baghdad:

R. – I motivi delle proteste vengono dalla mancanza del lavoro, dalla mancanza di elettricità e di acqua, e la fine del programma “Oil for Food” che ci garantiva almeno un po’ di cibo in cambio di petrolio. Sono otto anni che promettono qualcosa, ma finora non è stato fatto granché: anzi, qualche volta, le cose peggiorano sempre più. In questo momento la vera grande mancanza – e che dovrebbe invece esserci – è la pace. Se non c’è la pace, la vita diventa sempre più difficile. La gente ha ragione a protestare e a chiedere il rispetto dei propri diritti.

Proteste nel mondo arabo e riflessi in Iraq

D. – Eccellenza, secondo lei, quando sta accadendo nel Nord Africa, nel mondo arabo in generale e quindi le proteste in Egitto, in Tunisia e in Libia, possono avere anche un riflesso in Iraq?

R. – Certamente, anche perché hanno già avuto riflessi in tutto il Medio Oriente e in altri Paesi. La situazione è questa in quasi tutte le nazioni arabe: ciò che sta succedendo, dimostra come oggi ci siano nel mondo tanti dittatori. Speriamo ora che da questa situazione, possano imparare qualcosa decidendo così di dare la libertà alla propria gente.

Garantire i diritti di tutti

D. – Quale strada si può prendere dopo la caduta di un regime?

R. – Prima di tutto bisogna difendere il bene di tutti i cittadini; bisogna favorire una economia che garantisca i diritti di tutti e quindi non caratterizzata da interessi personali, da interessi di partito. Non si può pensare che i cittadini siano schiavi… E’ necessario fare qualsiasi cosa in pace e garantendo la sicurezza a tutti.

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