Iraq: attacco contro oleodotto

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq è stato compiuto, stamani, un ennesimo attacco contro un oleodotto nel nord del Paese. Il gruppo del terrorista giordano al-Zarqawi ha rivendicato, inoltre, l’omicidio del governatore di Mosul, Osama Kashmoula, assassinato due giorni fa. Proseguono, intanto, gli sforzi per ottenere la liberazione dell’ostaggio filippino, Angelo de la Cruz, sequestrato la scorsa settimana da un gruppo di guerriglieri. In un video trasmesso da Al Jazeera l’uomo preannuncia la sua imminente liberazione e ringrazia il governo di Manila per aver iniziato a rimpatriare le proprie truppe dal Paese arabo. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

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Dieci soldati del contingente inviato da Manila hanno lasciato l’Iraq alla volta del Kuwait, in vista del rientro nelle Filippine deciso dalla presidente Gloria Arroyo per soddisfare la richiesta dei sequestratori. “Il resto dei soldati – ha dichiarato il ministro degli Esteri filippino – sarà ritirato molto presto”. La Thailandia ha annunciato, inoltre, l’avvio del rimpatrio dei suoi soldati e ha confermato che l’operazione sarà completata entro il prossimo 20 settembre, data di scadenza del mandato. Il ritiro delle truppe dei due Paesi asiatici dallo Stato arabo si aggiunge, dunque, a quelli già completati delle forze di Spagna, Honduras, Repubblica Dominicana e Nicaragua. Ed anche l’impresa saudita, per la quale lavora un egiziano recentemente rapito da un gruppo di miliziani, ha dichiarato di aver terminato il ritiro come richiesto dai sequestratori.

Sempre alto l’allarme terrorismo

Nel Paese arabo la polizia irachena ha trovato, intanto, due cadaveri: uno ieri a Mosul, che potrebbe appartenere all’ostaggio bulgaro ucciso tre giorni fa, ed un altro stamani, anche questo in tuta arancione, nelle acque del fiume Tigri. Sempre alto, infine, l’allarme terrorismo: una lettera di minacce contro istituzioni dell’Unione Europea, spedita da estremisti islamici, è giunta alla sede dell’Onu a New York. E un ultimatum contro l’Italia è stato pubblicato, inoltre, su un sito internet di Al Qaeda: nel messaggio, scritto in italiano, si preannuncia un “bagno di sangue simile a quello dell’11 settembre”.

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