Il Papa: il futuro della fede passa per l’unità dei cristiani

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Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews Rivolgendosi a giovani cristiani di differenti denominazioni che hanno scelto di percorrere negli Stati Uniti l’itinerario di fede proposto dalla comunità di formazione “The Community At The Crossing”, il Pontefice ribadisce che l’amore è più forte delle divisioni.

“Scegliere il cammino umile della vita comunitaria vale più di mille parole”. È quanto sottolinea il Papa nel videomessaggio per il lancio l’8 settembre, nella cattedrale episcopaliana di New York “Saint John the Divine”, di “The Community At The Crossing”, un progetto sostenuto dall’arcidiocesi cattolica e dalla diocesi episcopaliana della città statunitense. Il Pontefice ricorda innanzitutto che si tratta di una comunità di formazione composta da giovani di differenti denominazioni cristiane e provenienti da varie zone degli Stati Uniti che scelgono per un anno di immergersi nella vita comunitaria, di sperimentare il ritmo della preghiera, di mettersi al servizio dei poveri. La speranza, espressa dal Papa, è che questa iniziativa possa offrire “un’opportunità per rivivere il desiderio di unità dei cristiani”. Il nome At The Crossing evoca la “croce” della Cattedrale.

L’amore è più forte delle divisioni

Il futuro della fede, spiega Francesco nel videomessaggio rivolgendosi a giovani episcopaliani e cattolici e di differenti denominazioni, “passa per l’unità dei cristiani”. Anche se non mancano convinzioni profonde che sembrano o sono incompatibili, l’amore è più forte di disaccordi e divisioni. Il Santo Padre esorta quanti si accingono a percorrere il cammino di “The Community At The Crossing” a lavorare insieme per ottenere l’unità. Gesù Cristo, afferma il Papa, è un vincolo più forte delle culture, delle scelte politiche e persino delle dottrine. Si deve guardare a Gesù “che ha dato la sua vita per noi”. Il Santo Padre esprime poi la propria gratitudine per l’impulso dato a questa iniziativa dal Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Un ringraziamento speciale, infine, al “fratello e amico” Justin Welby, arcivescovo di Canterbury e primate anglicano, per aver incoraggiato il progetto.

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