Il Papa ai carismatici: non solo bei canti e lunghe preghiere ma gesti concreti di carità

Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews Francesco ha incontrato il presidente e i membri del Consiglio nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo. Il primo annuncio, ha detto il Papa, si fa con la testimonianza della vita: “Io mi scandalizzo di uomini e donne che hanno i genitori in una casa di ricovero e non vanno a trovarli”.

Il servizio nella preghiera, specialmente di adorazione, e quello all’evangelizzazione. Sono questi i due aspetti sottolineati da Papa Francesco nell’incontro, in Vaticano, con i membri del Consiglio nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Promuovere la preghiera di adorazione

Il Pontefice, che lo scorso 4 novembre ha anche ricevuto i partecipanti ad un incontro promosso da Charis (organismo di servizio internazionale per il Rinnovamento Carismatico Cattolico), ha ricordato che è molto importante dare spazio e risalto alla preghiera, “in particolare alla preghiera di lode”.

In un mondo dominato dalla cultura dell’avere e dell’efficienza, e anche in una Chiesa a volte troppo preoccupata dell’organizzazione – state attenti a questo! –, abbiamo tutti bisogno di dare spazio al rendimento di grazie, alla lode e allo stupore di fronte alla grazia di Dio. Vi chiedo, fratelli e sorelle, di continuare a servire la Chiesa in questo, specialmente promuovendo la preghiera di adorazione. Un’adorazione in cui sia predominante il silenzio, in cui la Parola di Dio prevalga sulle nostre parole, insomma un’adorazione in cui al centro ci sia veramente Lui, il Signore, e non noi.

Il primo annuncio è la testimonianza

Il secondo aspetto indicato da Papa Francesco è quello dell’evangelizzazione, che rientra nel “DNA del movimento carismatico”.

Lo Spirito Santo, accolto nel cuore e nella vita, non può che aprire, muovere, far uscire; lo Spirito sempre spinge a comunicare il Vangelo, a uscire, e lo fa con la sua fantasia inesauribile. A noi spetta di essere docili e collaborare con Lui, come ci raccontano gli Atti degli Apostoli di Stefano, Filippo, Barnaba, Pietro, Paolo e gli altri. Questi non avevano un manuale per come procedere: è stato lo Spirito a spingerli e hanno fatto tante cose grandi. E ricordate sempre che il primo annuncio si fa con la testimonianza della vita! A che serve fare lunghe preghiere e tanti bei canti, se poi non so essere paziente con il mio prossimo.

Scandaloso non andare a trovare i genitori in una casa di cura

Parlando a braccio il Papa ha poi tradotto in immagini purtroppo non rare situazioni in cui la carità concreta non trova spazio, anche nel tessuto familiare:

Io mi scandalizzo di uomini e donne che hanno i genitori in una casa di ricovero e non vanno a trovarli –, o a quella persona in difficoltà… La carità concreta, il servizio nascosto è sempre la verifica del nostro annuncio: parole, gesti e cantici, senza la concretezza della carità, non vanno.

In comunione con la Chiesa

Preghiera ed evangelizzazione sono strade, ha ricordato Francesco, che appartengono alla storia e al carisma del Movimento. Vie alle quali bisogna aggiungere anche il solco della comunione.

 Lo sapete bene, in ogni Chiesa particolare i movimenti ecclesiali devono ricercare sempre la comunione effettiva. E questo cosa vuol dire? Vuol dire che la comunità del Rinnovamento dev’essere al servizio dell’intera comunità diocesana, dell’intera comunità parrocchiale, secondo le indicazioni pastorali del Vescovo. Comunione inoltre con le altre realtà ecclesiali, associazioni, movimenti, gruppi: dare testimonianza di fraternità, di stima reciproca nella diversità, di collaborazione nell’impegno per iniziative comuni, al servizio del popolo di Dio e anche su questioni sociali in cui è in gioco la dignità delle persone.

Papa Francesco, dopo aver esortato tutti “ad essere costruttori di comunione” e ad essere “attenti al chiacchiericcio”, ha ricolto queste parole ai membri del Consiglio nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo: “Io ho avuto una “storia particolare” con voi, perché all’inizio il movimento non mi piaceva, dicevo che era una scuola di samba e non un movimento ecclesiale. Poi da Arcivescovo ho visto come operavano, come riempivano la cattedrale durante gli incontri e ho incominciato ad avere un grande apprezzamento per voi”. Infine l’ultimo, accorato incoraggiamento: “Andate avanti, ma non come scuola di samba, come movimento ecclesiale!”.

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