© Amedeo Lomonaco, l’articolo per il mio blog www.amedeolomonaco.itall’indomani della disfatta della nazionale di calcio italiana contro la Bosnia, una istantanea sul mondo, sempre più malato, del calcio italiano e non solo.

Il calcio è diventato sempre più brutto perché deturpato, in modo irrimediabile, dal profitto che calpesta qualsiasi amore: l’amore per la maglia, la passione dei tifosi. Prima era un gioco, in cui contava sicuramente molto il denaro ma non era tutto. C’erano la passione di molti presidenti, il blasone delle squadre, la loro storia e tanto altro… Ora è uno spettacolo in cui conta solo ed esclusivamente il fattore economico. E si sfrutta, chissà fino a quando ancora, quel che resta della passione dei tifosi sapendo che le abilità di un giocatore su un campo per le società sono determinanti fino ad un certo punto.

In questo “sistema calcio” contano di più i procuratori, il marketing, gli abbonamenti televisivi, poter spalmare le partite su più giorni possibili dell’anno. Non un campionato ma una serie di “concerti” in cui, soprattutto i giocatori più quotati (non sempre i più bravi), si esibiscono sentendosi a proprio agio più sul campo digitale che su quello reale. E si sentono delle rockstar. La nazionale italiana, che dopo la sconfitta ai calci di rigore con la Bosnia non parteciperà all fase finale di un mondiale per la terza volta consecutiva, è un riflesso lampante di questo mondo malato quasi in modo irreversibile.

Nonostante tutto, comunque, si può considerare fortunato chi può “solo” consolarsi, in modo genuino e autentico, per avere la maglia più bella del mondo: quella della mia amata Sampdoria, precipitata in una crisi profonda – non solo calcistica – ma mai lasciata solo dai suoi straordinari tifosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *