Il Papa alle suore di Gesù-Maria: guardate il mondo come lo guarda Dio

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© Amedeo Lomonaco, il mio articolo su VaticanNews  Papa Francesco incontrando in Vaticano le partecipanti al 37.mo Capitolo della Congregazione di Gesù-Maria, ha espresso un auspicio: possiate continuare a incontrare i nostri fratelli e le nostre sorelle, come faceva santa Claudina Thévenet.

Il discorso di Papa Francesco ripercorre vicende avvenute in Francia in periodi precedenti e successivi alla Rivoluzione francese. Si intrecciano con pagine di vita, modelli di santità e testimonianze di carità cristiana. Sono passati più di 200 anni dalla nascita della Congregazione di Gesù-Maria, fondata da Claudina Thévenet. Nata a Lione nel 1774 in una famiglia di commercianti di seta, da giovane conosce alcune drammatiche pagine legate alla Rivoluzione francese ed è anche testimone dell’esecuzione di due dei suoi fratelli.

Negli anni successivi alla Rivoluzione francese, è spinta da un amore sempre più grande per Gesù e Maria e cerca di aiutare fanciulli e giovani poveri. La notte tra il 5 ed il 6 ottobre del 1818 si trasferisce in un’umile abitazione con un’operaia, una bambina orfana ed un telaio. In quella notte, comincia l’opera della Congregazione che ha nell’educazione della gioventù, con una preferenza per i più bisognosi, la sua peculiare missione. Quest’opera apostolica, dedicata ai più piccoli e ai poveri, è oggi diffusa in tutto il mondo. Incontrando le partecipanti al 37.mo capitolo della Congregazione di Gesù-Maria, Papa Francesco ha ricordato che questo cammino si snoda oggi in 28 Paesi e in 4 Continenti. E ha indicato tre sentieri per continuare a camminare.

Testimoni della bontà di Dio

Il primo sentiero, ha detto Francesco, è quello dell’“essere testimoni della bontà misericordiosa di Dio”. Questa è stata l’esperienza fondante di Santa Claudina Thévenet: riconoscere la bontà di Dio, “un Dio misericordioso che perdona”. Dal giorno in cui ha assistito all’uccisione dei fratelli – ha ricordato il Papa – Claudina ha risposto a quanto questi le hanno detto poco prima di morire: “Perdona, come noi perdoniamo”. “Dio ci guarda – ha sottolineato Francesco – e sperimentiamo la sua misericordia”. “Sarebbe bene per voi in questo momento del Capitolo riesaminare e ricordare la vostra vita, la vostra vocazione e la vostra missione alla luce di questo sguardo, per continuare a essere toccate da Dio, presente nelle miserie del nostro tempo”. “Solo con questo sguardo diventano nuove tutte le cose”, “solo lasciandoci guardare dal Signore, come la Vergine Maria”.

Necesitamos mirar nuestro mundo con simpatía…

Dobbiamo guardare il nostro mondo con simpatia, senza paura, senza pregiudizi e con coraggio, come lo guarda Dio, sentendo nostri i dolori, le gioie e le speranze dei nostri fratelli; e da lì annunciare con la vita e la parola, e far “conoscere e amare Gesù e Maria”.

Vita di fraternità e solidarietà

Il secondo sentiero per camminare è quello della “vita di fraternità e solidarietà”: “è necessario – ha affermato Francesco – approfondire la comunità con relazioni sempre più evangeliche, di modo che diventiate fraternità sempre più apostoliche, sorelle in missione, capaci di contagiare altri giovani affinché possano seguire questa forma di consacrazione. A tal fine bisogna aprirsi all’incontro con i giovani”:

La vida fraterna en comunidad…

La vita fraterna in comunità è profezia per il mondo. La vostra Fondatrice vi diceva “che la carità sia come la luce dei vostri occhi” (Positio, p. 231), perché questo grande desiderio apra in voi relazioni fraterne e di comunione che possano essere segno del Vangelo. Questo stesso cammino si apre alla solidarietà con il resto dei nostri fratelli, condividendo ciò che siete e ciò che avete.

Discernere e andare oltre

L’ultimo sentiero indicato dal Papa è anche una esortazione: “discernere e avere il coraggio di andare oltre”.  “Dio – ha detto Francesco – si apre in uscita, entra nel mondo e assume l’umano”.

Se necesita salir fuera de la puerta…

Occorre uscire fuori dalla porta, come ha fatto anche la vostra Fondatrice, ma non per farne commovente memoria, bensì per ritrovare il carisma in statu nascienti. C’è bisogno di discernimento per saper andare oltre e chiederci se i nostri apostolati e le nostre opere, le nostre presenze e i nostri ministeri, rispondono o meno a ciò che lo Spirito Santo ha chiesto a santa Claudina e alla Congregazione nel corso di questi 200 anni di storia. Vi incoraggio a discernere, valutare e scegliere per poter rispondere sempre meglio a ciò che Dio vuole da voi oggi.

“Il nostro tempo, ha concluso Francesco – ci chiede anche di scoprire nuovi mezzi di evangelizzazione e di missione, ma sempre come corpo apostolico, perché gli impegni e le fatiche solitari non hanno futuro”.

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