Concerto di Natale in Vaticano

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Sostenere la costruzione di nuove Chiese, specialmente nelle zone di periferia della diocesi di Roma. E’ l’obiettivo indicato dal Papa nel discorso rivolto ieri agli artisti che si esibiranno questa sera in Vaticano per il concerto di Natale. La manifestazione è finalizzata alla raccolta di fondi per la costruzione di nuove chiese a Roma. Tra i brani inseriti nel programma figura anche un’inedita versione di “Magnificat”, scritto da mons. Marco Frisina su testo tratto dal Vangelo secondo Luca. Nella conferenza stampa organizzata per presentare l’evento, è stata annunciata, inoltre, una sorpresa dell’ultima ora: il cantautore romano Antonello Venditti interpreterà “Addio mia bella addio”, un brano a scritto nel 1848 dal maestro C.A. Bosi. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Tutti gli interpreti si esibiranno gratuitamente e i fondi raccolti saranno destinati alla costruzione di chiese nella periferia romana. Sulla necessità di edificare nuove chiese nella capitale, ascoltiamo mons. Ernesto Mandara, vescovo ausiliare di Roma:

R. – Quello che conta è creare una sensibilità su questo problema: alcuni quartieri non hanno una Chiesa. Sono realtà e comunità numericamente molto consistenti. Speriamo di avviare quattro cantieri l’anno, perché le parrocchie da costruire sono circa una ventina e quindi nei prossimi cinque anni speriamo di poter far fronte alle esigenze.

Sul palco cantanti italiani e internazionali

D. – Il programma musicale, che prevede l’ormai consueta partecipazione di cantanti italiani e internazionali, presenta, per gli artisti, delle novità rispetto alle edizioni passate. Sulle peculiarità della manifestazione di quest’anno, ascoltiamo il maestro Renato Serio, direttore dell’orchestra sinfonica siciliana che accompagnerà gli artisti.

R. – I primi anni, la scelta di un brano per un cantante era più vincolato alla tradizione del proprio Paese. Oggi, invece, un cantante di un determinato Paese interpreta anche un pezzo di un altro artista e di un’altra matrice culturale. L’importante, comunque, è che traspaia questa voglia di cimentarsi in una esibizione nuova. Quando agli artisti viene proposto di cantare brani ascoltati, magari, dalla mamma o dalla nonna, generalmente accettano sempre volentieri. Anche perché sanno che poi questi pezzi vengono collocati in una cornice importante.

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