Il Papa ai luterani: non dividiamoci

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 © Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Non siano “taciute o tralasciate” questioni relative alla dignità dell’uomo “per non mettere a repentaglio il consenso ecumenico finora raggiunto”. E’ quanto ha sottolineato Papa Francesco ricevendo stamani, in Vaticano, una delegazione della Chiesa evangelica luterana tedesca. Il Santo Padre, ricordando i progressi nel dialogo tra luterani e cattolici, ha anche espresso l’auspicio che siano compiuti “ulteriori passi verso l’unità”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Il Papa ricorda la “responsabilità ecumenica” della Chiesa cattolica, il “notevole progresso” nel dialogo tra luterani e cattolici e la “convivenza fraterna” nonostante permangano “differenze teologiche”. Non deve subentrare la rassegnazione – aggiunge il Santo Padre – quando sembra allontanarsi, a causa di diverse interpretazioni, “l’obiettivo comune dell’unità piena e visibile dei cristiani”. Proseguire con fiducia sulla strada intrapresa lungo il “cammino di amicizia” significa anche interrogarsi insieme su temi cruciali, come “Dio e la dignità dell’uomo” al centro del lavoro, quasi terminato, a cura della Conferenza episcopale tedesca e della Chiesa evangelica luterana della Germania:

“Di grandissima attualità sono le questioni relative alla dignità della persona umana all’inizio e alla fine della sua vita, così come quelle attinenti alla famiglia, al matrimonio e alla sessualità, che non possono essere taciute o tralasciate solo perché non si vuole mettere a repentaglio il consenso ecumenico finora raggiunto. Sarebbe un peccato se, su tali importanti questioni legate all’esistenza umana, si verificassero nuove differenze confessionali”.

Nel 2017 il quinto centenario della Riforma

Il Papa ricorda inoltre che “nel 2017 cristiani luterani e cattolici commemoreranno congiuntamente il quinto centenario della Riforma. Un’occasione per la “professione della fede comune nel Dio Uno e Trino”:

“Al centro di questo evento ci saranno dunque la preghiera comune e l’intima richiesta di perdono rivolte al nostro Signore Gesù Cristo per le reciproche colpe, insieme alla gioia di percorrere un cammino ecumenico condiviso”.

L’auspicio – conclude il Pontefice – è che questa commemorazione della Riforma sia un incoraggiamento a compiere, con l’aiuto di Dio, “ulteriori passi verso l’unità”.

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