Taizé, a Valencia l’incontro dei giovani

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

E’ iniziato oggi a Valencia, in Spagna, “l’Incontro europeo dei giovani” che si concluderà il prossimo primo gennaio. L’evento, promosso dalla Comunità ecumenica di Taizé, riunisce diverse decine di migliaia di giovani  in una nuova tappa del “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, iniziato da Frère Roger alla fine degli anni 70. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Sono 30mila i giovani che hanno deciso di trascorrere la fine dell’anno in preghiera con la comunità ecumenica di Taizé. Il gruppo più numeroso proviene dalla Polonia. In un messaggio inviato ai giovani riuniti a Valencia, Papa Francesco esorta le nuove generazioni a diventare “oasi di misericordia” in particolare “per i numerosi migranti che hanno così bisogno di essere accolti”. Ai giovani di Taizé sono arrivati messaggi da tutti i leader delle Chiese cristiane. Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ricorda che “l’anno appena concluso è stato scosso dall’odio”.

I giovani sono unsegno di speranza

“Il terrorismo – aggiunge – si combatte cambiando lo sguardo dei nostri occhi verso gli altri e rispondendo alla paura con l’amore”. L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, leader spirituale della Comunione anglicana, augura ai giovani di essere “segno di speranza” per l’umanità. “Possano i giovani – sottolinea – scoprire il perdono e la comunione per rafforzare la loro fiducia cristiana ed essere testimoni al servizio nel mondo”.

La testimonianza di un giovane italiano

Sono più di 1.000 i giovani italiani arrivati a Valencia per l’incontro promosso dalla Comunità di Taizè. Amedeo Lomonaco ha raccolto la testimonianza di uno di loro, Vittorio:

 

R. – Per me essere qui è la risposta migliore che posso dare all’idea che sta nascendo adesso: quella di chiudere le frontiere, di chiuderci in noi stessi. Siamo tutti qui per una cosa sola: pregare per la pace nel mondo e dare una testimonianza concreta del fatto che questo è possibile.

D. – Cosa si impara dalla preghiera e dal confronto con giovani provenienti da vari Paesi e con esperienze diverse?

R. – L’insegnamento più grande che ho appreso io in questi anni è quello che sono tante le maniere con le quali ci possiamo avvicinare a Dio. Ma la cosa più importante è che il fine è uno solo: è quello di essere in grado di costruire un mondo migliore a partire da oggi. L’insegnamento è questo: sia che tu sia ortodosso o protestante o cattolico c’è la possibilità di costruire tutti insieme un futuro migliore con un fine comune.

Foto:

By Claude TRUONG-NGOC [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

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