Rotary: Papa Francesco ci spinge a fare sempre di più

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Il Giubileo straordinario della misericordia è un tempo propizio per far risplendere la gioia del perdono, il dono della riconciliazione, il bene della solidarietà, la luce della speranza e la ricerca di giustizia. E’ questo lo spirito con cui oltre 9 mila persone hanno partecipato al “Giubileo dei Rotariani” in occasione dell’udienza giubilare dello scorso 30 aprile. Su questa giornata e sull’impegno di “Rotary International” si sofferma, al microfono di Amedeo Lomonaco, il governatore del distretto 2080 (Lazio e Sardegna), Giuseppe Perrone:

 

R. – Eravamo in Piazza, provenienti da 78 Paesi del mondo: persone che professano i più ampi credi religiosi, guidati dal nostro presidente internazionale, ‘Ravi’ Ravindran, che è un induista. Perché a Roma? Perché sentiamo forte il richiamo di Papa Francesco a lavorare per il bene comune, per la promozione dell’uomo, indipendentemente dal credo religioso, dai mestieri, dalle professioni. L’obiettivo è quello di affrontare le tematiche fondamentali di questo periodo. Infatti, il nostro giubileo dei rotariani aveva come punto di riferimento l’individuazione delle modalità più opportune per consentire a milioni di rifugiati e ai 60 milioni di profughi che, spinti dalle guerre e dai disastri, vagano per il mondo, di dare loro l’opportunità di ricominciare una vita a beneficio loro, delle loro famiglie, della comunità.

Dimensione ecumenica e interreligiosa

D. – Quanto è importante la dimensione ecumenica e interreligiosa per la vostra associazione?

R. – La nostra associazione è apartitica e aconfessionale, ma questo non significa che sia contro la religione o contro la politica. Ma è insieme con tutti coloro che insieme con noi mettono a fattore comune il tempo, la passione, l’animo e la misericordia per aiutare chi – per sfortuna, per situazioni ambientali, per disastri – non si trova nelle nostre stesse condizioni.

Un’immagine del Giubileo

D. – Costruire un mondo migliore e anche debellare delle piaghe. C’è un’immagine emblematica del giubileo dello scorso 30 aprile che racchiude questi due obiettivi della vostra associazione?

R. – Da 30 anni il Rotary si è dato un obiettivo ambiziosissimo e siamo davvero vicini alla meta: debellare dal mondo il virus della poliomielite. Nel mondo occidentale la poliomielite non c’è più. L’anno scorso l’Africa è stata dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità libera dal virus della poliomielite. Ci sono, però, ancora decine di casi in Afghanistan e Pakistan. Il Rotary da 30 anni ha questa finalità. Abbiamo comunicato al Santo Padre, quando ci ha incontrato personalmente sul sagrato, questo nostro sforzo, questo nostro obiettivo.

Il sorriso del Papa

Lo abbiamo visto sorridere. Lo abbiamo visto mimare con le dita il gesto del dare la goccia di vaccino nella bocca del bambino. E da lì è nata la sua esortazione. Ci ha detto: “Continuate in questo vostro sforzo e riuscirete sicuramente, con l’aiuto di tutti, a raggiungere questo obiettivo”. L’esortazione del Santo Padre, la sua benedizione e la sua richiesta di pregare per lui sono le cose che ci portiamo dietro. E questo ci stimola e ci spinge a fare sempre di più.

Dal Giubileo forti esortazioni

D. – Quali altri stimoli arrivano proprio dal Pontificato di Papa Francesco?

R. – Sicuramente, il tema del Giubileo della Misericordia è un’esortazione a continuare ciò che da 111 anni il Rotary fa in giro per il mondo. La focalizzazione sui problemi dell’attualità – per esempio, il problema dei rifugiati, della poliomielite, della salute della mamma e del bambino – sono elementi fondamentali. Elementi per i quali il Rotary si è sempre impegnato. Temi su cui continua a impegnarsi avendo la possibilità di avere come partner, come compagni sul percorso, organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e tante comunità cristiane e cattoliche che, insieme con, lavorano nel mondo sullo stesso terreno.

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