Card. Erdő: i giovani desiderano una vera famiglia

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© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Nella sede della nostra emittente si è tenuta stamani la conferenza stampa a conclusione dell’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (Ccee). All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il cardinale Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, e il vice presidente del medesimo organismo, il cardinale Angelo Bagnasco. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

L’immagine della famiglia in Europa offre scenari stridenti. Il desiderio di un solido progetto familiare – ha detto il cardinale Péter Erdő – si scontra con una realtà sempre più problematica:

“Vediamo che la maggioranza dei giovani in Europa pensa ancora alla sua felicità, nel quadro di una vera famiglia: desiderano sposarsi e avere figli. Purtroppo, in realtà, non si verifica molto spesso, per diverse ragioni, per la ricerca di una stabilità esistenziale, forse esagerata: finire gli studi, trovare un buon posto di lavoro e avere la casa. Tutto questo dura per tanto tempo e alla fine si ritrovano abbastanza ‘anziani’, senza una decisione definitiva”.

Sempre più rari anche i matrimoni civili

“Non è soltanto la percentuale dei matrimoni sacramentali che diminuisce; anche i matrimoni civili diventano sempre più rari. La convivenza stabile, in diversi Paesi europei, supera già il 50 per cento delle coppie che vivono insieme senza alcun matrimonio. Per questo anche la questione dei divorziati risposati sta perdendo la sua importanza statistica. Non è che dal punto di vista esistenziale non sia importante – è una questione importantissima – ma statisticamente diminuisce il numero di quelli che vivono in tali condizioni”.

Sguardo al Medio Oriente

Durante la riunione plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, i vescovi hanno ascoltato con grande partecipazione le relazioni dei pastori dell’Ucraina e di altri Paesi europei, segnati da gravi crisi. Lo sguardo – ha spiegato il cardinale Angelo Bagnasco – si è allargato anche al Medio Oriente, a cominciare dalla Terra Santa:

“Le situazioni sono segnate dal comune denominatore della complessità, della violenza, della sofferenza dei più deboli, dell’incertezza sul futuro. A tutto ciò si aggiunge il dolore dell’intolleranza verso i cristiani e altre minoranze, che condanniamo con fermezza. Chiediamo alle autorità internazionali risoluzioni efficaci, chiare ed immediate, perché si ponga fine alle tragedie in atto e anche perché si assicuri il rientro dei profughi – nel tempo più breve possibile – nelle loro terre, in condizioni di sicurezza e di libertà”.

L’Europa e la Terra Santa

Il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ha sottolineato infine l’importanza dell’azione solidale delle Chiese d’Europa a sostegno della Terra Santa:

“Dall’Assemblea è emersa la nostra gioia di vedere la solidarietà di tutta l’Europa e delle Chiese in Europa per quello che viviamo in Medio Oriente e in Terra Santa. Sono arrivati aiuti concreti. Questa è una bella comunione tra noi, unica Chiesa cattolica”.

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