Zygmunt Bauman: la teoria delle conseguenze sulle persone

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La globalizzazione divide quanto unisce; divide mentre unisce – scrive  il sociologo e filosofo Zigmunt Bauman – e le cause della divisione sono le stesse che, dall’altro lato promuovono l’uniformità del globo.

Zygmunt Bauman

Infatti, sostiene Zigmunt Bauman, “piuttosto che rendere omogenea la condizione umana, l’annullamento tecnologico delle distanze spazio temporali tende a polarizzarla. Chi opera nei pressi del potere finanziario (vero motore della globalizzazione) vive l’incorporeità del potere: non ha bisogno di luoghi deputati, è extraterritoriale e proprio per questo può isolarsi dal resto della popolazione che rimane tagliata fuori.

Non luoghi

La conseguenza è la fine degli spazi pubblici, la creazione di “non luoghi”. Ma la conseguenza più tragica è che l’abolizione degli spazi pubblici implica anche la crisi dei luoghi ove si creano norme, ove i valori sono discussi, negoziati, elaborati.

Turisti e vagabondi

Fra i cinque capitoli che compongono lo studio di Zigmunt Bauman risulta interessante il quarto: turisti e vagabondi.Si tratta delle tipologie in cui sono divisi gli abitanti della terra. I turisti possono muoversi ovunque, nessun controllo li ferma, essi non sono legati allo spazio. Al contrario i vagabondi non possono muoversi, sono legati al loro spazio ed al loro tempo. I turisti si muovono perché trovano che il mondo alla loro portata (globale) è irresistibilmente attraente, i vagabondi si muovono perché trovano che il mondo alla loro portata (locale) è inospitale fino ai limiti della vivibilità. Analogamente su Internet il mondo si divide cosi’ tra connessi (i turisti) ed i non connessi ( i vagabondi), tra inclusi ed esclusi.

Dalla tesi di laurea, nel 2001, di Amedeo Lomonaco: “Limiti e potenzialità del fenomeno della globalizzazione per l’economia contemporanea”.

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