Dall’Osservatore Romano del 7 novembre 2025
Il faro dell’etica sull’intelligenza artificiale
Sono risuonate le parole, pronunciate da Leone XIV nella Sala Clementina sul nuovo umanesimo nell’era digitale, tra le riflessioni dei membri della Advisory Board di Rcs Academy. E hanno scandito l’incontro, apertosi nella giornata del 7 novembre nella Casina Pio IV, poco dopo l’udienza con il Pontefice. Le sottolineature del Papa sul «rapporto tra etica e intelligenza artificiale», sulla comunicazione «al servizio delle persone», in modo che non diventi «un sistema di algoritmi», hanno orientato il dialogo alla presenza di Ceo di impresa, manager e imprenditori.
L’incontro in Vaticano è stato incentrato sul tema Umanesimo digitale: etica e intelligenza artificiale al servizio dell’uomo. I lavori sono stati aperti da Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione. «Nessuna conoscenza — ha detto — è possibile se ci viene sottratto il diritto ad accedere liberamente, consapevolmente e in modo pluralistico a informazioni corrette e complete». Nel suo intervento Fiorenza Sarzanini, vicedirettore del «Corriere della Sera», ha prima di tutto sottolineato che le parole di Papa Leone «devono essere la strada da percorrere sempre, ogni giorno». E ha ricordato che Rcs Academy, un progetto che cresce ogni anno con master e altre iniziative, ha formato in questi anni migliaia di persone.
L’incontro con Leone XIV è stato rievocato anche da Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup: «Il Papa ci ha dato una via per il nostro lavoro di comunicatori, imprenditori e manager». Guardando al tema del lavoro, ha detto Cairo, già si riscontrano ripercussioni molto significative: negli Stati Uniti, ad esempio, si sono persi decine di migliaia di posti e l’intelligenza artificiale rischia di essere «in collisione con il mondo del lavoro».

Padre Paolo Benanti, teologo e membro del Comitato delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale, ha posto innanzitutto una domanda: quali sono le cose nuove nella nostra contemporaneità? Sono tutte quelle cose — ha detto — di cui lo smartphone è l’elemento simbolo. L’intervento di padre Benanti si è poi concluso con un altro interrogativo: quale è la differenza tra una macchina che si umanizza e un uomo che si meccanizza?
L’incontro è proseguito con la conversazione alla quale hanno preso parte Luciano Fontana, direttore del «Corriere della Sera», il prefetto Paolo Ruffini e il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Il direttore del «Corriere della Sera» ha chiesto quale siano le sfide in questo tempo.
Il cardinale José Tolentino de Mendonça ha espresso il timore che, in questi momenti «di profonda trasformazione e di accelerazione», le nuove tecnologie possano sostituire l’umano. Tra i cambiamenti radicali, il porporato si è riferito in particolare al mondo del libro. Ha osservato che oggi l’era dei libri — anche se continuiamo a leggerli e a produrli — sembra conclusa. C’è una trasformazione in corso: «Si passano più ore davanti a uno schermo che di fronte a un libro». C’è bisogno di un «patto sociale» per salvaguardare l’educazione e affrontare la tecnologia.
Il prefetto Paolo Ruffini ha poi affrontato la tematica delle fake news e della menzogna legata all’intelligenza artificiale. Servono regole «negoziate, condivise, universali». È necessaria «un’educazione che trascenda anche gli strumenti». Si può competere con l’intelligenza artificiale solo su un piano: quello filosofico. «Rimarremo umani se conserveremo il pensiero relazionale».
Il cardinale José Tolentino de Mendonça ha inoltre osservato che bisogna fare attenzione all’ambiguità tecnologica. Non si può ritenere che l’intelligenza artificiale possa essere «un mantra per tutto, per ogni cosa». Ha un «ruolo preciso ed è sussidiario dei bisogni umani». Per non confondere la macchina con l’uomo è necessario porre «regole ma soprattutto limiti». Il bisogno del limite non è «una forma mascherata di tecnofobia» ma una chiarezza antropologica per proteggere l’umano. Il problema principale che la Chiesa oggi avverte, soprattutto nei giovani, è il pessimismo, il nichilismo. Le religioni, ha affermato infine il cardinale José Tolentino de Mendonça, «sono partner fondamentali nella costruzione dell’umano». C’è bisogno di «un nuovo umanesimo, integrale e sensato, che possa essere il faro in questi tempi».