77.mo anniversario Patti Lateranensi

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

I Patti  Lateranensi, firmati l’11 febbraio del 1929, hanno posto fine alla questione aperta tra l’Italia e la Santa Sede dopo gli eventi del 1870, con la caduta di Roma e la sua  proclamazione a capitale d’Italia. I Patti Lateranensi, firmati dal cardinale Pietro Gasparri per la Santa Sede e da Benito Mussolini come capo del governo italiano, sancivano inoltre la netta distinzione delle rispettive competenze e della diversa natura della potestà civile e di quella ecclesiastica. Erano costituiti da tre atti distinti: un Trattato, una Convenzione finanziaria e un Concordato. Il Trattato ha decretato la nascita dello Stato della Città del Vaticano, restituendo così al Papa e ai suoi organi di governo apostolico la piena e visibile indipendenza.

Nodi della Convenzione finanziaria

 La Convenzione finanziaria impegnava l’Italia a riparare i danni inferti alla Santa Sede con l’occupazione di Roma nel 1870. Il Concordato regolava questioni riguardanti la vita della Chiesa nell’ambito dello Stato italiano. Tra questi la piena libertà religiosa, la vita delle istituzioni cattoliche, il riconoscimento del matrimonio religioso e l’insegnamento della religione nelle scuole.

Nel 1984 revisione del Concordato lateranense

Il 18 febbraio del 1984 è stato firmato, inoltre, un accordo tra Santa Sede e Repubblica Italiana per la revisione del Concordato Lateranense. In base a questo accordo, si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.

Doppia sovranità

Il principio ispiratore del documento di revisione del Concordato, firmato dal cardinale Agostino Casaroli e dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Bettino Craxi, è quello della doppia sovranità. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ambito, indipendenti e sovrani.

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