Violenze in Orissa: uccisa un’altra donna cristiana

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Nello Stato indiano di Orissa, teatro dallo scorso 24 agosto di violenze anticristiane, è stato imposto il coprifuoco diurno e notturno. Il provvedimento è scattato dopo ulteriori attacchi: secondo gli ultimi aggiornamenti, una donna è morta ed altri 12 cristiani sono rimasti feriti. Il primo ministro indiano, che lunedì scorso ha partecipato a Marsiglia al vertice Unione Europea – India, ha condannato gli scontri. Il premier ha aggiunto che si tratta di “una vergogna nazionale” e ha assicurato nuovi sforzi per difendere i diritti delle minoranze e la libertà religiosa. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

In India, il dramma della violenza continua a provocare vittime: nello Stato di Orissa una donna è morta in seguito a nuovi attacchi condotti ieri da estremisti indù contro cristiani. Nelle ultime ore, poi, una chiesa è stata bruciata ed altre 300 case sono state incendiate. Alcuni gruppi di estremisti hanno anche assaltato una tendopoli dove sono stati ospitati cristiani che nei giorni scorsi hanno lasciato i loro villaggi per fuggire dalle violenze. La reazione della polizia è stata immediata ed almeno 20 persone sono state arrestate.

Imposto il coprifuoco

Le autorità dell’Orissa hanno anche imposto il coprifuoco diurno e notturno nel distretto di Kandhamal. La drammatica questione delle uccisioni dei cristiani nel Paese asiatico, al centro anche del vertice Unione Europea-India tenutosi lunedì scorso a Marsiglia, è legata a precise motivazioni. Mons. Agnelo Rufino Gracias, vescovo ausiliare di Bombay, ricorda che le violenze sono iniziate dopo l’omicidio di un radicale indù, ucciso secondo gli inquirenti da ribelli maoisti. Ma i partiti nazionalisti – aggiunge il presule – continuano a sostenere che gli autori dell’assassinio vanno ricercati nella comunità cristiana. In realtà – ha precisato – vogliono un pretesto per lanciare attacchi contro i cristiani. Le vere cause delle violenze sono soprattutto politiche perché i partiti induisti cercano di promuovere il nazionalismo osteggiando le minoranze etniche e religiose in vista delle prossime elezioni.

Chiesa cattolica e questione dei dalit

La Chiesa cattolica, in particolare, è accusata di aver convertito forzatamente migliaia di dalit, i cosiddetti fuori casta. Ma le conversioni – ha fatto notare mons. Agnelo Rufino Gracias – avvengono in piena libertà. Sono contrastate – ha concluso – perché attraverso l’incontro con il cristianesimo e l’accesso ad una valida formazione, vengono minati, oltre al sistema della suddivisione in caste, anche interessi e privilegi consolidati. Dal 24 agosto, da quando è cominciata la campagna di violenze, sono stati uccisi 60 cristiani e distrutte 178 chiese.

Foto:

By All India Christian Council [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], via Wikimedia Commons

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