Turchia: primo Natale dopo l’assassinio di mons. Padovese

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

La comunità cattolica in Turchia, e in particolare del Vicariato apostolico di Anatolia, si appresta a vivere il primo Natale senza il suo vescovo, mons. Luigi Padovese, ucciso lo scorso 3 giugno dal suo autista. Ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco il religioso cappuccino, padre Domenico Bertogli, da 25 anni in Turchia e parroco di Antiochia:

R. – E’ un Natale molto, molto triste perché, per esempio, qui ad Antiochia mons. Padovese veniva sempre, nella notte di Natale, a celebrare la Messa nella Grotta di San Pietro e quest’anno, purtroppo, non ci sarà. Ci sono soltanto io… sarà un Natale diverso, proprio nel ricordo di mons. Padovese, della sua disponibilità, della sua vicinanza alle persone nei momenti importanti.

Istanbul
Un Natale particolare anche a Tarso

D. – Sarà un Natale molto particolare anche a Tarso, dove mons. Padovese aveva più volte chiesto che la chiesa-museo di San Paolo fosse adibita a luogo di culto permanente…

R. – Sì, certamente è stato un momento anche molto importante, quando lo scorso ottobre è venuto il presidente della Repubblica federale tedesca, proprio a Tarso, dove ha partecipato a una celebrazione della Parola di Dio. L’aspetto importante e interessante è stato, che prima della celebrazione, il presidente si è incontrato con tutti i leader religiosi per essere personalmente informato della situazione: in quel momento, infatti, mancava proprio la persona che maggiormente si era data da fare affinché questa Chiesa potesse tornare ad essere adibita al culto. Mancava proprio mons. Luigi Padovese.

Proseguire sulla strada tracciata da mons. Padovese

D. – Seguendo le orme tracciate da mons. Padovese, come si può proseguire e continuare la sua missione?

R. – Mons. Padovese era una persona squisita: era gentile, sorridente, sempre disponibile nei riguardi di tutti. Penso che il suo messaggio sia proprio questo: anche se viviamo nella diversità del credo, in definitiva siamo tutti uomini, siamo tutte persone. Essere vicino all’altro anche soltanto con un sorriso, con un’attenzione, penso sia questo il messaggio che ci ha lasciato e penso che dobbiamo continuare e che i cristiani della Turchia debbano tenerlo sempre presente. Vorrei infine augurare a voi tutti un buon Natale: che sia pieno di pace e che possiate guardare sempre in avanti. Il passato è passato, mentre il Signore ci invita a camminare in avanti, seguendolo senza paura. Perciò, ancora a tutti: buon Natale!

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