Tragedia in una miniera di carbone cinese

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Ancora una tragedia in una miniera di carbone cinese. Almeno 88 persone sono morte ieri sera, nel nord est del Paese, per un’esplosione che ha messo fuori uso il sistema di ventilazione. La miniera si è improvvisamente trasformata in una trappola mortale per oltre 220 minatori. Di questi, 97 sono stati tratti in salvo e 37 sono ancora bloccati nei cunicoli. Il disastro è avvenuto tre giorni dopo un altro drammatico incidente: nel nord del Paese, 17 persone risultano ancora disperse dopo l’allagamento di una miniera causata da una esplosione. Sulla loro sorte, i soccorritori non nutrono speranze.

In Cina maggior numero di incidenti nelle miniere

La Cina è il Paese al mondo dove avvengono più incidenti nelle miniere. Il più grave, quest’anno, si è verificato a febbario in una miniera statale, nella provincia settentrionale di Liaoming, dove sono rimasti uccisi 203 minatori. Le tragedie nelle miniere cinesi, considerate le più pericolose al mondo, sembrano avere due comuni denominatori: l’aumento della richiesta di materie prime da parte di un’economia interna che cresce sempre di più e la scarsa sicurezza. La Cina ha infatti un’altissima produzione di carbone, dal quale dipende per il 70 per cento della sua produzione di energia.

La produzione di carbone aumenterà

Il governo ha anche annunciato, all’inizio di novembre, che intende aumentare, nei prossimi 5 anni, la produzione di carbone da 2,1 a 2,4 miliardi di tonnellate. Ma di fronte a queste prospettive, gli investimenti per la sicurezza non sono adeguati e le miniere continuano ad essere teatro di tragiche esplosioni. Complessivamente, secondo le fonti ufficiali, i morti sono più di 6.000 all’anno. Ma statistiche indipendenti parlano di almeno 20.000 vittime.

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