Stragi in Nigeria, intervista con mons. Kaigama

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Nigeria è di almeno 30 morti il bilancio dell’attacco, avvenuto sabato scorso nel Nord-Est del Paese, contro un corteo nuziale. Gli inquirenti ritengono che la strage sia stata compiuta da militanti della setta radicale islamica Boko Haram, lo stesso gruppo che oggi ha rivendicato un attacco contro le forze di polizia, costato la vita, lo scorso 24 ottobre, a 35 persone. Sono attacchi contro tutto il Paese, sottolinea al microfono di Amedeo Lomonaco, l’arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, mons. Ignatius Ayau Kaigama:

 

R. – Gli attacchi sono frequenti, nonostante gli sforzi del governo, con l’impiego di soldati e polizia, che cercano almeno di minimizzarli. Attaccano in modo imprevedibile e i soldati e la polizia non possono rispondere. E’ difficile rispondere, infatti, quando si attacca in questo modo. E’ una situazione difficile, non solo per i cristiani, perché i Boko Haram attaccano tutti: bambini, donne, musulmani, cristiani. Non so cosa vogliano fare.

D. – Ed è in pericolo proprio il futuro della Nigeria con questi attacchi. Sono attacchi contro il Paese, contro il futuro della Nigeria…

R. – Attacchi contro l’umanità, contro tutti i nigeriani. All’inizio, quando hanno cominciato ad attaccare, erano senz’altro contro i cristiani: volevano convertire tutti i nigeriani all’islam. Ma adesso le cose sono cambiate e attaccano tutti. E’, dunque, un attacco contro l’umanità.

D. – Cosa vuole dire ai terroristi di Boko Haram?

R. – Noi preghiamo sempre perché i cuori di queste persone si convertano. Speriamo che la loro religione faccia sentire loro il dolore che danno a tante e tante famiglie e a tante e tante persone. Non so, allora, come il dialogo debba essere con loro. Continuiamo a sperare che un giorno facciano qualcosa di nuovo, che porti alla pace, alla tranquillità e all’armonia.

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