Stati Uniti chiedono sanzioni contro Iran

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Crescono le preoccupazioni della Comunità internazionale, ed in particolare di Stati Uniti ed Israele, sulle ambizioni atomiche dell’Iran. Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, si è detta comunque ottimista sull’adozione, da parte dell’ONU, di una risoluzione che imponga sanzioni alla Repubblica islamica.

Il premier dello Stato ebraico, Ehud Olmert, ha detto inoltre che “se non si ferma il governo di Teheran, si rischia un nuovo Olocausto”. In Iran, intanto, “serie critiche al governo” sono state espresse dall’Associazione islamica degli studenti dell’Università dopo le prime, dure proteste di ieri contro il presidente Ahmadinejad. Ma quali sono le cause di queste proteste? Amedeo Lomonaco lo ha chiesto al corrispondente dell’Ansa a Teheran, Alberto Zanconato:

R. – Le cause sembrano essere quelle che hanno indicato oggi diversi giornali ed esponenti politici riformisti che, pur condannando la forma delle proteste e gli insulti adAhmadinejad, hanno però sottolineato come si tratti di un fatto che doveva essere previsto. Doveva essere previsto perché nell’ultimo anno e mezzo, cioè da quando Ahmadinejad è diventato presidente, sono state gradualmente chiuse tutte le possibilità di espressione per studenti, intellettuali e giornalisti. Quindi, prima o poi, doveva succedere un episodio come quello di ieri, che, per il momento, sembra uno sfogo ed un caso isolato. Sembra comunque essere il segnale di un malcontento diffuso.

Il tessuto sociale in Iran

D. – Da quando è stato eletto Ahmadinejad come presidente, come si vive dal punto di vista sociale, politico ed economico in Iran?

R. –Ahmadinejad, che pure rappresenta la fazione ultra conservatrice del regime, non ha portato cambiamenti dal punto di vista del costume e della società. Sotto il profilo politico, però, c’è stato un giro di vite nei confronti dei dissidenti, degli esponenti riformisti di punta, dei giornali, delle università. E, infine, c’è un malcontento dovuto all’aspetto economico. I prezzi continuano a salire e l’economia risente anche del duro confronto con l’Occidente sul nucleare, con il rallentamento degli investimenti stranieri. Quindi, anche da questo punto di vista c’è un malcontento.

Ahmadinejad e l’Olocausto

D. – Perchè Ahmadinejad sta spingendo su tesi che confutano l’Olocausto?

R. –Ahmadinejad è tornato a parlarne apertamente e ripetutamente nell’ultimo anno e questo fa pensare ad una strategia ben meditata da parte della dirigenza iraniana. Questa oligarchia si è resa conto che Ahmadinejad, propugnando queste tesi radicali su Israele e rimanendo fermo, incrollabile sulla questione nucleare, è diventato un personaggio molto popolare nella regione mediorientale. Quindi, da questo punto di vista, le posizioni radicali di Ahmadinejad hanno rafforzato la posizione iraniana nella regione.

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