Preti colpiti dal burn out

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

La rivista dei gesuiti ‘Civiltà Cattolica’ commenta una ricerca sul clero di Padova che evidenzia come alcuni sacerdoti siano demotivati e non gratificati. Nell’articolo si sottolinea che, in diversi casi, la crisi di alcuni giovani sacerdoti è quella di chi, arrivato in parrocchia, si ritrova a volte davanti ad una realtà diversa rispetto a quella immaginata prima dell’ordinazione. Si tratta di una forma di disagio che colpisce, soprattutto, chi è impegnato in ruoli di assistenza sanitaria e psicologica. E’ un fenomeno che i sociologi anglosassoni hanno definito con l’espressione di ‘burn – out’. Sul quadro emerso dalla ricerca condotta sul clero di Padova, ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco, il vicedirettore di “Civiltà Cattolica”, padre Michele Simone:


 
R. – La ricerca è stata fatta in una diocesi soltanto. Quindi, evidentemente, non può essere generalizzata. E’, però, certamente un segnale. Il quadro che emerge è che c’è una parte, più di un terzo di preti che non hanno problemi; invece, altri due terzi, con diverse motivazioni e diverse gradualità, vivono dei problemi.

Le cause del fenomeno

D. – Quali sono le cause di questi disagi?

R. – Le cause sono molteplici e molto diversificate. Alcuni vivono un distacco, una depersonalizzazione rispetto al ruolo. Altri non riescono più a vedere il senso del ruolo del prete nella società di oggi. Altri ancora, si sentono stanchi per l’eccessivo lavoro, che non permette un tempo riservato a se stessi. Altri ancora, vedono in crisi la loro scelta.

Il celibato

D. – E, in particolare, nell’articolo si sottolinea come giovani preti possano sentire il celibato come vita artificiosa esposta all’implosione dei sentimenti. Quali sono le risposte che la Chiesa dà a questi sacerdoti?

R. – Insistere sulla formazione dei sentimenti. Non si tratta di reprimere i sentimenti, ma di essere pronti a saperli gestire. Questo, spesso, nella formazione dei preti non viene fatto con la stessa intensità. Si deve soprattutto preparare il futuro sacerdote ad affrontare i problemi che certamente molti preti, specialmente in una società sessuata come quella di oggi, devono affrontare. E poi c’è anche il problema del rapporto con l’istituzione e, quindi, spesso l’abbandono, la “solitudine” non semplicemente personale, ma nell’ambiente in cui si vive. Problemi, quindi, nel rapporto con l’autorità.

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