Presentato il libro Minorenni in vendita

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

“Minorenni in vendita – Adolescenti costrette a prostituirsi. Un traffico lucroso dell’Est Europa. Una donna che lotta per salvarle”. E’ il titolo del libro della psicologa romena Iana Matei, pubblicato in Italia dall’Editrice “Corbaccio”, e presentato ieri sera a Roma presso la Sala stampa estera. Nominata “Europea dell’anno 2010”, Iana Matei gestisce un Centro in cui, fino ad oggi, oltre 400 ragazze vittime della tratta hanno trovato un sicuro rifugio. Sono più di 300 mila le donne dell’Est Europa, tra cui molte minorenni, che si prostiuiscono in diverse città europee. In molti casi, sono state costrette sulla strada dopo abusi e violenze. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

“Minorenni in vendita” è la storia di migliaia di adolescenti dell’Europea dell’Est costrette a prostituirsi. Ragazze, in molti casi, segregate e violentate prima di essere “arruolate come schiave”, spesso nell’indifferenza della società cosiddetta civile, sui marciapiedi di Madrid, Roma, Parigi o Amsterdam.

Intervista con Iana Matei

Ma è anche la storia di una donna romena, l’autrice del libro, che ha dedicato la propria vita ad aiutare “adolescenti comprate e rivendute come pezzi di carne”, vittime di questo turpe traffico. “Si tratta – spiega Iana Matei – di uno stupro organizzato”:

R. – It has to do with the way our society presents the models. …

Tutto dipende dal modo in cui la nostra società presenta questi modelli. Oggi, il valore centrale sono i soldi, il denaro. Non diamo più valore all’istruzione, al nostro modo di crescere i bambini… non esistono più, questi valori. Il denaro è stato trasformato in un vero e proprio dio. Non importa come si guadagna, questo denaro; lui è il valore centrale della nostra vita e se questo significa vendere dei bambini, non importa. La settimana scorsa ho intervistato dei trafficanti ed è stata proprio questa la prima delle domande che ho posto loro: ‘Come fai a vendere degli esseri umani per guadagnare?’. E la risposta è stata semplicissima: ‘Ho bisogno di soldi’.

D. – Quali strumenti non solo giuridici, ma anche culturali, oggi sarebbero più efficaci per frenare questo traffico?

R. – In Romania, the man is the head of the family and …

In Romania, l’uomo è il capofamiglia. Non ci si ribella al capofamiglia. Se un marito picchia la moglie o i bambini, questo fa parte dell’educazione. E in più, si ha l’idea che i genitori abbiano ogni diritto sui propri figli, di vita e di morte. Dunque, sarebbe importante creare programmi educativi, di educazione, di istruzione e di formazione proprio per i genitori, per insegnare loro il concetto dall’amore incondizionato. Molte delle ragazze, che poi ritroviamo sulle strade, provengono proprio da famiglie dove la violenza e l’abuso sono stati frequenti.

D. – L’Europa è meta di questo turpe traffico. Italia e Spagna sono i due principali Paesi di destinazione delle donne vittime della tratta provenienti dall’Europa dell’Est …

R. – In Spain there is now awareness of …

In Spagna si parla tanto di traffico, però poi le ragazze che lavorano sulle strade vengono trattate soltanto come prostitute, cioè non si fa il collegamento tra il traffico e la prostituzione. Non esiste neanche la base legale per poter perseguire chi porta le ragazze sulla strada. In Italia, le cose sono cambiate un po’. Oggi si utilizza il metodo del “ragazzo innamorato”: un ragazzo finge di essere innamorato e promette alla ragazza che incontra che un giorno la sposerà; invece, la porta in Italia a lavorare sulle strade. Una volta superato il confine, le ragazze si trovano coinvolte e incanalate in un percorso dal quale non possono uscire. Per la polizia o le autorità italiane diventa difficile riuscire ad ottenere una dichiarazione da parte di queste ragazze che potrebbe aiutare le indagini, perché per le ragazze ‘quel’ manipolatore era semplicemente il loro futuro marito. A volte questi ragazzi, hanno tre-quattro ragazze che lavorano contemporaneamente ai diversi angoli di una stessa strada, e che non sanno di essere state “destinate” a diventare spose della stessa persona …

D. – Nel suo libro ripercorre l’esperienza drammatica di molte adolescenti, storie segnate dalla sofferenza ma che si aprono, poi, anche alla speranza di una vita nuova. C’è in questo senso una storia “simbolo” in questo senso?

R. – It’s very difficult to choose a story. …

E’ difficile scegliere una storia. Semplicemente perché ogni ragazza è un simbolo. E’ un simbolo del coraggio. E’ inimmaginabile il coraggio di queste ragazze che sono state umiliate, sfruttate ma che riescono a rialzarsi in piedi e ad andare avanti. Posso raccontare la storia dell’ultima ragazza che è arrivata nella nostra struttura. Una ragazza che aveva subito abuso innanzitutto dalla madre, e poi dal trafficante che l’ha venduta. Quando è arrivata, la ragazza si automutilava: era un po’ come un gattino selvatico. Poi, durante le sedute di “counselling” ho cercato di manifestare sempre una grande approvazione per il suo modo di essere, non per i suoi comportamenti. Oggi è con noi da un anno e due mesi: aveva soltanto 15 anni quando è arrivata e adesso ha iniziato a frequentare con successo le scuole superiori, con ottimi risultati. La cosa incredibile è il suo viso, la trasformazione che oggi si legge sul suo volto: è davvero una ragazzina trasformata nel profondo.

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