San Damaso e il primato della Chiesa di Roma

Nome Pontefice Da Fino a Luogo di nascita
37 Damaso 366 384 Romano

Damaso diviene Papa nel 366. Alla morte di Papa Liberio un gruppo di sacerdoti elegge Pontefice il diacono Urisino. Un altro gruppo di sacerdoti elegge invece Pontefice Damaso. Alcune fonti parlano di violenze e sanguinosi scontri, costati la vita a decine di persone, a causa di questa doppia elezione. La controversia si risolve poi a favore di Damaso.

Cristiani cattolici

Con l’editto “Cunctos populos” promulgato da Teodosio a Tessalonica il 27 febbraio 380, l’imperatore ordina a tutti i popoli a lui sottoposti di abbracciare la fede cattolica, cioè quella che “il divino apostolo Pietro ha trasmesso ai Romani e che seguono il pontefice Damaso”. Quelli che professano tale fede, si legge nell’editto, devono definirsi “cristiani cattolici”, mentre tutti gli altri sono eretici.

Il primato della Chiesa di Roma

Con il Pontificato di San Damaso, si sottolinea la relazione tra Chiesa di Roma e sede apostolica, per la prima volta indicata da Papa Liberio. Nella dichiarazione sinodale “Et hoc gloriae” si afferma che il Papa “è per le sue funzioni uguale agli altri vescovi”. “Egli tuttavia ha su di essi una primazia in virtù della prerogativa della sede apostolica”. Per Damaso, primato e autorità della Chiesa romana non si fondano su alcuna costituzione conciliare ma direttamente sulla parola del Signore.

Pietro e Paolo

Con il primato della Chiesa di Roma, oltre alla figura di San Pietro viene dato risalto anche a quella di San Paolo. Nel celebre “Elogium Petri et Pauli”, Damaso proclama solennemente la cittadinanza romana di Pietro e Paolo in virtù del comune martirio subito a Roma. Negli ultimi anni del pontificato viene introdotto l’uso ufficiale della lingua latina nella prassi liturgica. Muore nel 384. La Chiesa lo ricorda l’11 dicembre.

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