Nuove misure della Cina su diritti umani

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Cina, il governo ha annunciato nuove misure per tutelare con più efficacia i diritti umani. Nel Paese asiatico si è poi appena conclusa una campagna per proteggere l’ambiente. Ma agli sforzi dell’esecutivo cinese per cercare di raggiungere gli standard occidentali in vari ambiti si contrappongono, sul versante internazionale, nuove possibili cause di frizione. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Il governo cinese ha elaborato il primo piano nazionale per contrastare il dramma del traffico di esseri umani e proteggere donne e bambini dalle piaghe della prostituzione e dei lavori forzati. Tradizionalmente, il traffico di esseri umani in Cina era associato all’adozione o al matrimonio coercitivo. Adesso sono lo sfruttamento sessuale, il lavoro forzato e quello minorile le principali ragioni di questo turpe fenomeno. In Cina sono poi sempre più allarmanti gli effetti legati all’inquinamento.

Ordinata la chiusura di 400 industrie

Per cercare di ridurre le conseguenze di questo altro grave fenomeno, legato ad una espansione industriale che richiede alti quantitativi di energia, l’Amministrazione statale per la protezione ambientale (SEPA) ha ordinato la chiusura di 400 industrie. Ad altre 249 è stata imposta la sospensione della produzione e a 102 industrie è stata data una scadenza per migliorare gli standard ambientali. I provvedimenti restrittivi sono stati presi al termine di una campagna di due mesi, condotta dall’ente cinese in cinque zone industriali dislocate lungo i maggiori fiumi del Paese. Sono state prese in esame più di 1100 aziende.

Nel 2008 Olimpiadi in Cina

Secondo molti osservatori, si tratta di mosse compiute dal governo cinese per cercare di accrescere la propria credibilità, soprattutto in vista delle Olimpiadi del 2008 che si terranno proprio nel Paese asiatico. Di questioni economiche, emergenze climatiche e diritti umani si discuterà poi durante il Forum di cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC), che inizia oggi a Sydney. Al Vertice, dove è prevista la partecipazione dei leader di 21 Paesi tra cui i presidenti americano e cinese, si parlerà secondo anticipazioni di stampa anche di un presunto attacco informatico contro il sito del Pentagono.

Attacchi informatici

Fonti citate dal quotidiano ‘Financial Times’, hanno rivelato, infatti, che militari cinesi sarebbero riusciti a violare, lo scorso mese di giugno, il sito del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Secondo diversi funzionari del Pentagono, l’esercito cinese ha la capacità di disabilitare sofisticati sistemi informatici in caso di conflitto.

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