Mostra fotografica su Giovanni Paolo II

MILANO 22 Mag 1983 - VISITA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II, KAROL WOJITILA A MILANO AL QUARTIERE GALLARATESE, DOVE ERA IN COSTRUZIONE IL CENTRO COMMERCIALE BONOLA, NELLA FOTO CON IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI ANNO 1983 p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

A Giovanni Paolo II, venuto dall’Europa dell’Est per rivolgere al mondo intero il suo amorevole sguardo dalla Cattedra di Pietro, è dedicata una suggestiva esposizione fotografica ospitata fino al prossimo 31 agosto all’ombra della basilica di San Pietro, nel Braccio Carlo Magno. Si tratta della mostra intitolata “L’apostolo della pace – Giovanni Paolo II” promossa dall’arcidiocesi di Seul, dal ministero della cultura e del turismo della Corea del Sud e dal Consiglio cattolico apostolico coreano.

Scatti di un fotografo sudcoreano

Gli scatti fotografici, realizzati dal fotografo sudcoreano Nam-Sik Baik, che ritrae il Papa soprattutto nel suo ruolo di grande comunicatore alle folle, abbracciano alcuni tra i momenti salienti dei 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Per approfondire le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di questa esposizione, nella quale il Papa è il soggetto principale, ascoltiamo il fotografo sudcoreano, Nam-Sik Baik.

(parole in coreano)

R. – Sono rimasto molto colpito dal tema della pace che vuole diffondere il Papa nel mondo. Nei suoi viaggi esporta ovunque questo valore e soprattutto in quelle aree colpite dalla guerra. Anche se l’impegno del Santo Padre per la pace abbraccia dunque tutti gli Stati, desta preoccupazione, in particolare, la Corea dove la difficile situazione tra il Nord ed il Sud del Paese, rappresenta una costante minaccia per tutti gli abitanti dell’intera penisola. Il grande sforzo di Giovanni Paolo II per la pace ed il suo particolare interesse per il mio Paese, hanno dunque fatto nascere in me il desiderio di realizzare questa mostra.

Reazioni degli spettatori

D. – Quali sono le reazioni degli spettatori alla mostra?

(parole in coreano)

R. – Il messaggio del Papa, incentrato sul tema della pace, è rivolto a tutti e non solo ai cattolici o ai credenti in generale. La mia speranza è che le fotografie di questa mostra, contribuiscano ulteriormente a diffondere il seme della pace suscitando nello spettatore non solo emozione o meraviglia ma, soprattutto, la convinzione che la concordia e la riconciliazione possano unire tutti i popoli del mondo. Dato che l’esposizione è situata all’interno della Città del Vaticano, gli spettatori provengono da tutto il mondo e spesso la loro impressione, caratterizzata da un profondo senso di stupore per le notevoli dimensioni delle fotografie e per le scene che comprendono grandi folle, è molto favorevole. Il buon risultato del lavoro svolto è inoltre testimoniato dai tanti complimenti che ricevo.

Una foto sotto la pioggia…

D. – Un aneddoto legato allo scatto di una o più fotografie…

(parole in coreano)

R. – La foto più difficile e che ha richiesto molto tempo è stata scattata nel Natale del 2000, sotto la pioggia. Quel giorno ha piovuto per più di due ore ed ero salito sul colonnato, senza ombrello ma armato di tanta pazienza per attendere il momento migliore per scattare la foto. Fortunatamente sono riuscito a realizzare la fotografia, una tra quelle a cui sono maggiormente legato, prima dell’arrivo della polizia che mi ha fatto scendere perché ritenevano pericolosa la posizione che avevo scelto.

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