Israele annuncia ritiro completo dal Libano

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Da Israele, arrivano segnali contrapposti per il processo di pace in Medio Oriente: lo Stato ebraico ha annunciato l’imminente completamento del ritiro dei soldati israeliani dal Paese dei cedri. Diventano, invece, ancora più tesi i rapporti con il governo palestinese: una corte militare israeliana ha deciso, infatti, che non saranno rilasciati i ministri e i deputati palestinesi arrestati dopo il sequestro, lo scorso 25 giungo, di un militare dello Stato ebraico da parte di un gruppo di fondamentalisti. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Israele si appresta a lasciare il sud del Libano sotto il totale controllo del contingente dell’ONU e dei militari libanesi. La radio israeliana ha rivelato, infatti, che le truppe dello Stato ebraico si sono ritirate da oltre il 90 per cento dei territori meridionali del Paese dei cedri. La notizia è stata confermata anche dal ministro della Difesa israeliano, AmirPeretz. Secondo il ministro, il ritiro dei soldati dello Stato ebraico dal Libano sarà completato entro “l’inizio della prossima settimana”.

Incontro tra Olmert e un  membro della famiglia reale dell’Arabia Saudita

In Israele, intanto, il quotidiano Yedioth Ahronoth ha reso noto che il primo ministro, Ehud Olmert, ha incontrato 10 giorni fa un membro della famiglia reale dell’Arabia Saudita. Si tratta di un Paese con cui lo Stato ebraico non ha relazioni diplomatiche. Il primo ministro Olmert ha smentito la notizia data dal giornale, secondo cui il delicato processo di pace in Medio Oriente sarebbe stato al centro dell’incontro.

Non liberati 2 ministri e 19 deputati di Hamas

Vasta eco ha ricevuto, nello Stato ebraico, anche la decisione di una corte militare di non liberare 2 ministri e 19 deputati di Hamas. Erano stati arrestati lo scorso 25 giugno dopo il sequestro, da parte di estremisti palestinesi, del caporale israeliano Gilad Shalit. Un precedente collegio giudicante aveva invece deciso il rilascio su cauzione dei politici palestinesi, accusati di appartenere ad una “formazione terroristica”.

Almeno 800 i palestinesi arrestati dall’inizio dell’offensiva israeliana

Il Centro palestinese per i diritti umani ha stimato che sono, complessivamente, almeno 800 i palestinesi arrestati dall’inizio dell’offensiva israeliana. Le operazioni militari condotte dallo Stato ebraico negli ultimi mesi nella Striscia di Gaza hanno anche causato perdite, per il Ministero dell’agricoltura palestinese, di circa 26 milioni di dollari. E’ da registrare, infine, che è stato rinviato il vertice, previsto per oggi, tra presidente Abu Mazen ed il premier e leader di Hamas, Ismail Haniyeh, per la formazione del governo di unità nazionale.

Foto:

By Israel Defense Forces (Givati Commando Course Final Phase) [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

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