Iraq: si intensificano attacchi della guerriglia

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Con l’avvicinarsi delle elezioni si intensificano, in Iraq, gli attacchi della guerriglia: almeno sei agenti sono rimasti uccisi per l’esplosione di un’autobomba nei pressi di un posto di polizia a Tikrit, città natale dell’ex dittatore Saddam Hussein, dove si concentra tuttora la resistenza sunnita. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo legato al terrorista giordano, Al Zarqawi. Sempre nel nord del Paese, è stato danneggiato l’oleodotto che collega Kirkuk alla raffineria di Beiji. Le violenze non hanno risparmiato neanche la capitale ed il sud dell’Iraq. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

A Baghdad, uomini armati hanno attaccato un minibus uccidendo 8 persone. I guerriglieri hanno anche sequestrato tre civili. Non si sa ancora chi fossero i passeggeri a bordo del mezzo: secondo le prime informazioni raccolte, potrebbe trattarsi di reclute o di pellegrini. In un’altra imboscata compiuta al passaggio di un convoglio americano nei pressi di Mahmudiyah, 25 chilometri a sud della capitale, sono morti tre iracheni. Secondo fonti della polizia, tra i soldati statunitensi non ci sono state vittime.

Violenze anche nel sud del Paese

Anche il sud dell’Iraq è stato sconvolto da episodi di violenza: a Bassora un attentatore suicida è morto e sette persone sono rimaste ferite in due distinti attentati condotti, ieri sera, contro un edificio del Ministero dell’interno ed un posto di polizia. Per cercare di stabilizzare la situazione in vista della consultazione del prossimo 30 gennaio, il governo britannico ha deciso di inviare altri 400 soldati nel Paese arabo. In Ucraina, il Parlamento si è pronunciato oggi per il ritiro immediato del continente militare dispiegato in Iraq. Il ministro degli Esteri di Parigi, Barnier, ha ribadito, infine, che sulla sorte della giornalista francese e del suo autista, dei quali non si hanno più notizie da mercoledì scorso, non c’è alcun dato in grado di avvalorare l’ipotesi del rapimento.

 

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