Iraq: il presidente chiede rinvio elezioni

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq sempre aperto il dibattito sul possibile rinvio per motivi di sicurezza delle elezioni del prossimo 30 gennaio. Il premier, Iyad Allawi, ha dichiarato che il governo di Baghdad si impegnerà per consentire lo svolgimento della consultazione nella data prevista. Ma sul terreno proseguono le violenze. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Prosegue la duplice strategia della guerriglia contro obiettivi mirati e indiscriminati: un’autobomba è esplosa vicino all’accademia di polizia della città di Hilla uccidendo almeno 13 persone, tra le quali diversi cadetti. A Mossul uomini armati hanno assassinato un dirigente del principale partito sunnita musulmano, Mahmud Abdallah. A Baghdad, l’esplosione di un’autobomba ha provocato, inoltre, la morte di almeno due civili. Nel nord del Paese, a Tal Afar, un soldato americano è poi rimasto ucciso in un’imboscata tesa da ribelli.

Usa: elezioni non rinviabili

In questo clima di violenza l’ipotesi di un rinvio delle elezioni, rilanciata ieri dal presidente iracheno e dal ministro della Difesa, viene comunque scartata dall’amministrazione americana. Il presidente statunitense, George Bush, ha ribadito la necessità di rispettare l’agenda elettorale in una telefonata con il premier iracheno Iyad Allawi che ha manifestato la propria preoccupazione dopo l’ennesima ondata di attentati e l’assassinio, ieri, del governatore di Baghdad. Anche il primo ministro britannico Tony Blair si è detto assolutamente contrario ad un rinvio: “E’ essenziale – ha dichiarato – che i terroristi non vincano”.

Voto confermato per il 30 gennaio

Nonostante la richiesta di vari esponenti politici iracheni per uno slittamento della consultazione, la Commissione elettorale ha poi confermato che si andrà alle urne il prossimo 30 gennaio. L’organismo ha anche annunciato che gli elettori delle turbolente regioni di Niniveh e di Al Anbar, potranno iscriversi nelle apposite liste e votare nello stesso giorno.

 

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