Indonesia vittime per influenza aviaria

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Indonesia, il ministero della Sanità ha annunciato che due ragazze di 16 e 20 anni sono morte per l’influenza aviaria. Il decesso è stato causato dal virus H5N1, che in Asia ha provocato la morte di oltre 60 persone e l’abbattimento di circa 150 milioni di volatili nel mondo. In Cina, dove stamani sono stati individuati due nuovi focolai, il ministero della Sanità ha confermato, inoltre, i primi due casi di contagio umano del morbo. Nel mondo si moltiplicano, intanto, le iniziative per scongiurare una epidemia. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

L’Unione Europea ha approvato una proposta della Commissione che estende, fino al 31 gennaio 2006, il blocco delle importazioni di uccelli vivi. Il divieto, dal quale è escluso il pollame, ha come obiettivo quello di contrastare il diffondersi del virus. L’Unione Europea continua comunque a ritenere remota la possibilità di una epidemia in Europa. A Roma, intanto, prende il via oggi il vertice dei ministri dei Paesi del G7 e del Messico sul bioterrorismo e sull’influenza aviaria.

Incontro dedicato alla sicurezza sanitaria globale

L’incontro, che si concluderà domani, è dedicato alla sicurezza sanitaria globale e alle minacce chimiche radiologiche e nucleari. Saranno anche analizzati i piani per affrontare una eventuale pandemia. Gli esperti temono che il virus possa subire una mutazione ed essere così facilmente trasmissibile da uomo a uomo. Di fronte a questa emergenza, diventano prioritarie le capacità di risposta dei Paesi e la collaborazione fra laboratori diagnostici. L’area più colpita è l’Asia meridionale ma secondo la FAO, la presenza di uccelli migratori provenienti dal sud est asiatico espone al rischio di contagio anche diverse zone dell’Europa orientale e dell’Africa.

Governo italiano: da evitare inutili allarmismi

In Italia, intanto, è mancato alla Camera il numero legale nella prima votazione sul decreto per fronteggiare i rischi dell’aviaria. Il decreto prevede, tra le varie misure, il potenziamento dei servizi veterinari e un centro di coordinamento per le malattie animali. Il ministero della Salute italiano ha precisato, inoltre, che l’influenza aviaria non deve comunque creare “inutili allarmismi”. Per informare l’opinione pubblica, il ministero ha redatto due opuscoli, uno sulla febbre dei polli e l’altro sull’influenza in genere, che saranno distribuiti nei prossimi giorni. L’influenza aviaria – si legge nel testo – non si contrae mangiando le carni bianche cotte, ma venendo a contatto con carni crude e animali infetti.

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