Incendi in Grecia, testimonianza di un architetto

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Grecia gli incendi che per tre giorni hanno devastato l’Attica e assediato Atene sono sostanzialmente sotto controllo. Ma lo stato di allerta non diminuisce e il fuoco continua a minacciare ancora alcune zone. Sulla situazione nel Paese, ascoltiamo al microfono di Amedeo LomonacoNikos Katsimpínis, architetto del Ministero greco dei Lavori pubblici, che abita in una delle zone più colpite nei giorni scorsi dagli incendi:

R. – Qui, in Attica, la situazione adesso si è normalizzata. Sotto la montagna di Kitairón, in Beozia, c’è ancora il fuoco. In quella zona, adesso, operano tutti gli aerei e gli elicotteri. Credo che la situazione si risolverà anche in quell’area.

Stime dei danni

D. – Ci sono delle stime sui danni arrecati all’ambiente?

R. – I danni sono enormi: con l’incendio nelle foreste credo sia stato completato il piano di distruzione totale del verde della periferia di Atene. Credo che gli effetti saranno terribili, sia quando comincerà a piovere, sia quando aumenterà la temperatura.

Cause del disastro

D. – Si sono potute stabilire le cause di questo disastro?

R. – I sospetti ci sono e sono uguali a quelli che esistono altrove. Il problema è la speculazione dei terreni. Si tratta di persone che qui in Grecia vengono chiamate “mangia-terreni”.

Alte temperature

D. – L’incendio è stato poi aggravato anche dalle alte temperature…

R. – Sì, anche dal forte vento di questi giorni. Non si poteva fermare. Dove c’era una fonte di fuoco nell’arco di chilometri c’erano focolai a macchia d’olio. Non si poteva affrontare perché gli aerei e gli elicotteri non volavano. Le fiamme, alimentate dal vento, si sono propagate in tutta la montagna.

Fiamme sulla montagna di Penteli

D. – Una delle zone più colpite dagli incendi è proprio quella dove lei abita. Ha anche dovuto abbandonare la sua casa che è stata minacciata dall’avvicinarsi delle fiamme…

R. – La montagna di Penteli si trova a nordest di Atene, ad un’altezza di 1.100 metri. Il centro abitato sta proprio al centro di questa montagna, dove si trova anche un noto monastero del 1500. Una parte di questo monastero è stato bruciato, ma per fortuna gli edifici sono rimasti intatti. La pineta che si trovava all’interno, invece, è stata completamente distrutta. Per fortuna, il centro abitato non è stato minacciato dalle fiamme. Il fuoco era ad una distanza di 500 metri da casa mia. Il fumo era terribile, come pure la cenere e non si poteva restare. E’ stato un momento molto critico: ho preso la mia famiglia e ci siamo allontanati in macchina. Abbiamo lasciato la nostra casa nelle mani di Dio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *