Giubileo dei nunzi, Becciu: aperti al dialogo

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Si è aperto questa mattina, con la Messa presieduta nella Basilica San Pietro dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, l’incontro dei rappresentanti pontifici in occasione del Giubileo a loro dedicato.”Stare sotto la croce – ha detto il cardinale Parolin – è il primo ministero per essere accanto a coloro che soffrono anche fino al martirio, in quella grande ‘collina delle croci’ che è oggi il mondo”. “Oggi — ha aggiunto — noi siamo chiamati a prendere rinnovata coscienza della nostra vocazione a stare sotto la croce”; siamo chiamati “nuovamente a ratificare questa scelta: stare sotto la croce, dimorare, non muoverci, non tentare di fuggire”, consapevoli che “stare sotto la croce è il primo di tutti i ministeri: vocazione e ministero”. “Il dolore dell’uomo – ha concluso il cardinale Parolin – non chiede tanto spiegazioni, ma condivisione, la sofferenza non cerca per prima cosa le motivazioni, ma la partecipazione”.

Partecipano alla riunione dei rappresentanti pontifici 106 dei 108 nunzi apostolici attualmente in funzione. Al centro della giornata odierna, due conferenze di aggiornamento nella Sala del Sinodo dell’Aula Paolo VI: la prima si è svolta questa mattina sul tema “Il mondo oggi-La Chiesa oggi-Il Papa Francesco”, tenuta dal preside dell’Istituto universitario Sofia, mons. Piero Coda. La seconda, nel pomeriggio, “Genesi e fattispecie della cultura del gender: come affrontarla”, presentata dal rev. Robert A. Ghal, professore associato di etica fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce. In serata una cena, con la presenza del Santo Padre, nella Casina di Pio IV nei Giardini Vaticani.

La mattinata di domani sarà dedicata a un incontro di lavoro con i superiori della Segreteria di Stato; mentre nel pomeriggio ci sarà una terza conferenza di aggiornamento presentata dal card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, dal titolo: “Dialogo interreligioso, rapporti con l’Islam”. In serata, un incontro conviviale con i capi dei Dicasteri della Curia Romana e con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede residenti a Roma, previsto sulla Terrazza della Pinacoteca dei Musei Vaticani.

Sabato mattina, alle 7.30, nella Cappella di Casa Santa Marta, i rappresentanti pontifici concelebreranno la Santa Messa presieduta dal Santo Padre, per poi riunirsi, sempre nella medesima Cappella, per una riflessione spirituale di mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia. Alle 11.15 saranno ricevuti dal Santo Padre nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Su questo incontro Amedeo Lomonaco  ha intervistato mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato:

 

R. – La cosa più bella è che ci si ritrova dopo tanto tempo insieme e insieme si condividono le esperienze, insieme si affrontano i problemi… Sabato mattina avremo la gioia di vivere il Giubileo insieme con il Santo Padre. Sono giornate dedicate all’aggiornamento culturale. Stamattina è venuto mons. Piero Coda, il quale ci ha fatto una bellissima esposizione sul Pontificato di Papa Francesco.

D. – Una conferenza, tenuta questa mattina da mons. Coda su tre focus cruciali: il mondo di oggi, la Chiesa oggi, Papa Francesco. Focus fortemente interrelati e intrecciati tra loro. In fondo, i nunzi apostolici sono chiamati a leggere il mondo di oggi, a portare la voce della Chiesa e quella di Papa Francesco nel mondo…

R. – Mons. Coda ci ha aiutato a dare la giusta interpretazione, il pensiero e il Pontificato di Papa Francesco. Li ha riassunti in quattro parole: misericordia, sinodalità, povertà e incontro. “Misericordia”: siamo nel periodo del Giubileo, stiamo vivendo l’Anno della Misericordia; bisogna avere un cuore aperto al perdono come Dio perdona ciascuno di noi. “Sinodalità”: è un modo di essere nella Chiesa, come Papa Francesco ci ripete spesso. Vedere in comunione, vedere e vivere le problematiche odierne proprio sotto questo aspetto. “Povertà”: non basare la Chiesa su aspetti di ricchezza, di potenza umana, di strumenti umani, ma bisogna fondarla sulla potenza di Dio. “Incontro”: il mondo di oggi ci presenta tante occasioni; anzi, saremo provocati sempre di più dalla presenza di altri gruppi religiosi o culturali diversi da noi. Quindi dovremo dare una risposta come cristiani e, forti della nostra identità, dovremo saperci aprire al dialogo con gli altri.

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