Giornata mondiale della popolazione

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Investire nei giovani per costruire le fondamenta del futuro del mondo, oggi abitato da oltre 7 miliardi di persone. Questa la priorità indicata dal Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel Messaggio in occasione dell’odierna Giornata mondiale della Popolazione, indetta dalle Nazioni Unite. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Sono quasi due miliardi i giovani che abitano il pianeta. Plasmano realtà sociali ed economiche ma ancora oggi, però, troppi giovani continuano a confrontarsi con la povertà, con la disuguaglianza e con gravi violazioni dei diritti umani. Per migliorare le loro prospettive di vita e per il nostro comune futuro – scrive Ban Ki Moon – servono investimenti nella sanità, nell’istruzione, nella formazione e nell’occupazione. Padre João Chagas, responsabile della Sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici:

“Non è soltanto necessario, ma è anche saggio investire sui giovani, come dice spesso Papa Francesco, perché sono i giovani che ci aprono al futuro. Se rinunciamo a questo investimento, l’umanità rinuncia anche al proprio futuro. Il Papa invita molto spesso i giovani a non lasciare che si spenga l’entusiasmo. Questo si deve dire anche ai governanti, che non lascino che si spenga questo entusiasmo giovanile. Il Santo Padre dice che si rischia di sostituire l’utopia con il disincanto. E questo sarebbe un suicido dell’umanità! Invece, da parte dei giovani è necessario che, in questo contesto di crisi, siano sempre attenti a non lasciare che non si spenga il loro spirito di adattabilità, di intraprendenze e anche di sacrificio”.

Opporsi alla cultura dello scarto

E’ necessario dunque opporsi a quella che Papa Francesco ha più volte definito “cultura dello scarto”. Molti giovani – ha detto il Santo Padre – sono considerati “materiale di scarto”, non trovano lavoro e non trovano la dignità:

“Di questo il Santo Padre ha parlato di recente anche ai capi esecutivi delle agenzie Onu, dicendo che serviva proprio una mobilitazione etica mondiale contro questa cultura dello scarto, questa economia di esclusione, questa cultura della morte. E invitava a non accettare pacificamente questa mentalità che si diffonde. E non devono accettare questa mentalità neanche i giovani! Durante la Gmg di Rio – ad esempio – il Papa diceva ai suoi connazionali, ai giovani argentini, di fare “rumore”, dicendo ‘no’ anche ad alta voce e, allo stesso tempo, assumendo le proprie responsabilità con coraggio, affrontando le grandi sfide della vita. Il Papa, molto spesso, invita i giovani anche a non rinunciare al loro protagonismo, a non guardare la vita dal balcone, ma ad accettare le sfide che il nostro tempo presenta”.

L’invito – si legge infine nel messaggio del segretario generale dell’Onu – è di dare la priorità ai giovani nei piani di sviluppo e in tutte le decisioni che li riguardano, per costruire un futuro più sostenibile per le future generazioni.

 

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