Clima da “resa dei conti” ad Haiti

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Clima da “resa dei conti” ad Haiti. Nell’imminenza dell’ingresso dei ribelli del Fronte di Liberazione a Port Au Prince, la capitale sembra in preda al caos e ai saccheggi. Le “chimere”, come si fanno chiamare le forze fedeli al presidente Aristide, che agiscono senza controllo, hanno riconquistato Cayes, la terza città del Paese caraibico. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

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Il presidente haitiano, Jean-Bertrand Aristide, ha invitato i suoi sostenitori ad una mobilitazione pacifica, ribadendo che non intende dimettersi. In un intervento trasmesso la scorsa notte dalla televisione statale, Aristide non ha raccolto gli appelli lanciati da Stati Uniti, Francia e Canada affinché lasci il potere. “Partire – ha detto – è fuori discussione e le notizie sulle mie prossime dimissioni sono voci senza fondamento veicolate dai leader dell’opposizione per provocare la popolazione e causare disordini nel Paese”.

Aristide condanna i saccheggi

Aristide ha quindi auspicato la ripresa delle attività commerciali, chiedendo “ai 46 mila dipendenti statali di essere presenti al loro posto di lavoro lunedì prossimo”. “Io stesso e i membri del governo – ha assicurato – saremo al nostro posto”. Nel condannare “gli atti di violenza ed i saccheggi”, il presidente haitiano ha infine chiesto ai suoi sostenitori di mobilitarsi pacificamente per “proteggere la democrazia”.

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