Attentato nello Sri Lanka: 64 vittime

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Nello Sri Lanka, sono almeno 64 le vittime dell’attentato di questa mattina nel distretto di Anuradapura, città a 200 chilometri a nord di Colombo. Due mine, collocate lungo la strada, sono esplose al passaggio di un autobus con a bordo studenti, donne, bambini e alcuni monaci. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Si tratta del più grave attacco avvenuto nel Paese asiatico dalla tregua siglata nel 2002. Tra le vittime, tutti civili, ci sono almeno 8 bambini. Il governo di Colombo ha attribuito la responsabilità dell’attentato alle Tigri Tamil. I ribelli hanno tuttavia escluso il loro coinvolgimento nell’azione terroristica. Un portavoce dell’esecutivo ha dichiarato che “il processo di pace ed il cessate-il-fuoco sono ancora in vigore”, ma devono essere rivisti. Subito dopo l’attentato, è scattata immediata la reazione dell’esercito: sono state bombardate alcune basi delle Tigri Tamil nel nord est dell’isola di Ceylon.

Battute d’arresto nel processo di pace

Lo scontro ha profonde radici: nello Sri Lanka, la guerra civile tra la minoranza Tamil e la maggioranza cingalese ha avuto inizio nel 1983 e ha provocato tra i 60 mila e gli 80 mila morti e circa 350 mila sfollati. Le Tigri Tamil hanno, come obiettivo, la creazione di uno Stato autonomo e autogovernato. La storia recente del conflitto è dominata da spiragli di pace e bruschi intoppi. Nel 2002, grazie alla mediazione internazionale ed in particolare della Norvegia, è stato formalizzato un cessate il fuoco. Ma nelle elezioni del 2004, la sconfitta del partito dell’allora primo ministro, Ranl Wichremeshinghe, sostenitore della riconciliazione, ha provocato una battuta d’arresto nel processo di pace.

Linea dura contro le Tigri Tamil

Dopo lotsunami del 26 dicembre del 2004, le parti avevano poi trovato un accordo per soccorrere la popolazione colpita. Ma l’intesa fu vanificata da successivi sviluppi. Le presidenziali dello scorso mese di novembre hanno portato, infine, all’elezione dell’attuale presidente, Mahinda Rajapakse, che ha indicato nella linea dura contro le Tigri Tamil una delle priorità del suo mandato. Il governo di Colombo continua, comunque, a dichiararsi determinato nel portare avanti il processo di riconciliazione nazionale.

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