Appello del Papa per i migranti cubani

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

All’Angelus – davanti ad oltre 50 mila persone e nel giorno in cui si celebra la festa della Santa Famiglia – il pensiero di Papa Francesco è andato al grande incontro di Filadelfia, alle tante famiglie incontrate nei viaggi apostolici e a quelle di tutto il mondo. Salutandole con affetto, il Pontefice ha espresso la sua riconoscenza, soprattutto in questo tempo – ha detto – in cui la famiglia “è soggetta a incomprensioni e difficoltà”. Poi, dopo l’Angelus, il Santo Padre ha ricordato il dramma di molti migranti cubani. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

 

Papa Francesco ha ricordato le sofferenze di molti migranti cubani e ha auspicato efficaci e rapide soluzioni:

“Il mio pensiero va in questo momento ai numerosi migranti cubani che si trovano in difficoltà in Centroamerica, molti dei quali sono vittime del traffico di esseri umani. Invito i Paesi della Regione a rinnovare con generosità tutti gli sforzi necessari per trovare una tempestiva soluzione a questo dramma umanitario”.

Santa Famiglia, autentica scuola del Vangelo

Prima della preghiera mariana, il Papa ha esortato a volgere lo sguardo verso la Santa Famiglia di Nazareth. Il nucleo familiare di Gesù – ha detto Francesco – è per ogni credente “un’autentica scuola del Vangelo”:

“Qui ammiriamo il compimento del disegno divino di fare della famiglia una speciale comunità di vita e d’amore. Qui apprendiamo che ogni nucleo familiare cristiano è chiamato ad essere “chiesa domestica”, per far risplendere le virtù evangeliche e diventare fermento di bene nella società. I tratti tipici della Santa Famiglia sono: raccoglimento e preghiera, mutua comprensione e rispetto, spirito di sacrificio, lavoro e solidarietà”.

Nella famiglia unita i figli conoscono la vera gioia

Ogni famiglia – ha aggiunto il Santo Padre – può trarre dall’esempio e dalla testimonianza della Santa Famiglia indicazioni preziose per lo stile e le scelte di vita:

“La Madonna e san Giuseppe insegnano ad accogliere i figli come dono di Dio, a generarli e educarli cooperando in modo meraviglioso all’opera del Creatore e donando al mondo, in ogni bambino, un nuovo sorriso. È nella famiglia unita che i figli portano a maturazione la loro esistenza, la loro personalità, vivendo l’esperienza significativa ed efficace dell’amore gratuito, della tenerezza, del rispetto reciproco, della mutua comprensione, del perdono e della gioia”.

Si aprano le porte della famiglia alla presenza di Dio

La vera gioia – ha osservato il Santo Padre – si sperimenta nella famiglia. E non è qualcosa “di casuale e di fortuito”:

“E’ una gioia frutto dell’armonia profonda tra le persone, che fa gustare la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita. Ma alla base della gioia sempre c’è la presenza di Dio, il suo amore accogliente, misericordioso e paziente verso tutti. Se non si apre la porta della famiglia alla presenza di Dio e al suo amore, la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia, la gioia della vita, la gioia della fede, la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società”.

“Gesù, Maria e Giuseppe – ha affermato infine il Papa – benedicano e proteggano tutte le famiglie del mondo, perché in esse regnino la serenità e la gioia, la giustizia e la pace, che Cristo nascendo ha portato come dono all’umanità”.

Foto:

By U.S. Coast Guard photo (https://www.dvidshub.net/image/1811230) [Public domain], via Wikimedia Commons

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