Iraq: si lavora per trattative tra governo e Al Sadr

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

In Iraq un soldato statunitense è rimasto ucciso a Baghdad in seguito ad un’ennesima imboscata ed un militare polacco è morto ad Hilla per un agguato condotto da guerriglieri. L’esplosione di un ordigno ha provocato, inoltre, la morte di una guardia nazionale irachena a Mossul. Violenti scontri sono avvenuti, nella notte, anche a Kufa ma la situazione più critica resta quella di Najaf: una delegazione del governo iracheno è attesa nelle prossime ore nella città santa per trattare con il leader radicale sciita Moqtada al-Sadr che da due settimane si oppone alle forze americane ed al governo di Baghdad. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Dal groviglio di dichiarazioni e smentite che giungono da Najaf emerge uno scenario complesso ed intricato. L’Esercito del Mahdi, la milizia personale del leader radicale sciita al-Sadr, non intende arrendersi e non ha ceduto il controllo del mausoleo Ali alla polizia irachena, come rivendicato ieri dal ministero dell’Interno di Baghdad. E contrariamente a quanto annunciato da un collaboratore del leader estremista, le chiavi del mausoleo non sono state ancora consegnate all’ayatollah Al Sistani. L’esercito del Mahdi – ha dichiarato inoltre un portavoce del giovane imam – rimarrà a guardia del tempio anche dopo l’eventuale affidamento agli emissari della massima autorità spirituale sciita. Ingarbugliato anche il capitolo relativo agli ostaggi.

Annunciata liberazione di un giornalista americano

Fonti vicine ad al-Sadr hanno preannunciato alla Cnn la liberazione di Michael Garen, il giornalista americano rapito lo scorso 16 agosto a Nassiriya, che in un nuovo video trasmesso ieri da Al Jazeera ha chiesto di “fermare il bagno di sangue a Najaf”. E cresce la preoccupazione anche per la sorte del giornalista italiano Enzo Baldoni, cronista della rivista “Diario” di cui non si hanno più notizie da giovedì sera. Secondo l’associazione Reporter senza frontiere, 38 persone, tra giornalisti o collaboratori, sono rimaste uccise in Iraq dall’inizio del conflitto.

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