Il 2011 Anno internazionale della chimica

© Amedeo Lomonaco, Radio Vaticana ●

Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2011 “Anno internazionale della chimica”, una scienza che può dare un decisivo contributo al benessere dell’umanità. Il 2011, incentrato sul tema “Chimica, la nostra vita il nostro futuro”, sarà scandito, in particolare, da un’ampia gamma di attività interattive ed educative coordinate dall’Unesco. Lo scopo è di suscitare, soprattutto nei giovani, sempre maggiore interesse verso questa disciplina. Il prof. Luigi Campanella, presidente della Società Chimica Italiana, è stato intervistato da Amedeo Lomonaco:

R. – L’Anno internazionale della chimica è stato proclamato proprio con questo spirito: quello di porre al centro dell’attenzione questa scienza che oggi penso sia la più importante, perché è l’unica che ancora ha sicuramente qualcosa da scoprire e da aggiungere. Infatti, gli atomi si possono combinare all’infinito e, per questo, c’è sempre la possibilità di qualcosa di nuovo.

Il contributo della chimica per il futuro dell’umanità

D. – Quali passi, in concreto, può far compiere nell’immediato futuro la chimica in ambiti quali, ad esempio, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo di fonti alternative dell’energia, la ricerca medica?

R. – “Se aggiungiamo a questi ambiti l’alimentazione, abbiamo toccato i quattro campi sui quali, intorno alla chimica, sono concentrate speranze e fiducia. Credo che qualunque discorso sulle energie alternative rispetto alle risorse fossili non possa che partire dalla chimica, perché solo attraverso reazioni chimiche si possono produrre sistemi che possano sfruttare energie alternative. La possibilità di ottenere idrogeno a costi tutto sommato accettabili e la possibilità di sfruttare, al meglio, l’energia solare sono sicuramente aspetti nei quali noi, come chimici, possiamo giocare un ruolo importante”.

Malattie da sconfiggere, ambiente da salvaguardare

“Per quanto riguarda la medicina, purtroppo vengono continuamente scoperte nuove malattie. E, sicuramente, si possono individuare nuovi farmaci basati anche su principi molecolari assai noti. Ma spesso non vengono combinati insieme. Teniamo anche conto del fatto – e così ci colleghiamo all’altro ambito – che ormai molti alimenti vengono considerati la base di farmaci: hanno la capacità, assumendoli, di proteggere da alcune malattie. Per quanto riguarda l’ambiente, invece, dobbiamo recuperare anni passati in cui, sotto la spinta delle esigenze economiche, la chimica si è impegnata moltissimo per la crescita dell’economia. Ma questo è stato fatto, talvolta, a scapito di altri principi” …

Chimica e sviluppo sostenibile

D. – Facendo riferimento ad un sistema di valori etici, qual è – per così dire – la ‘formula chimica’ per promuovere uno sviluppo realmente sostenibile?

R. – “Sostenibilità” vuol dire, sostanzialmente, uno sfruttamento delle risorse rispettoso delle altre generazioni., E per “altre generazioni” non si intendono soltanto le generazioni future dello stesso Paese, ma anche generazioni dello stesso periodo in Stati diversi. Per alcune lo sfruttamento delle risorse può rappresentare un impoverimento, per altre un arricchimento.

Chimica e trascendente

D. – Come ci si può accostare al trascendente anche attraverso lo studio della chimica?

R. – Il rapporto tra la fede e la scienza viene a volte drammatizzato, quasi che le due debbano essere considerate in opposizione. E non ci si rende conto che, invece, è proprio attraverso i principi della religione che si hanno stimoli ad approfondire la ricerca. Quando si parla dell’evoluzione, di “chimica del mondo”, in effetti non si mette assolutamente in discussione il principio iniziale di questo processo. Ma è quello che è seguito poi, è il come si è arrivati all’ambiente in cui noi oggi viviamo, che è uno degli scopi principali degli studi della scienza.

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